Il patto non scritto tra Francesco Scalia e Francesco De Angelis è lo stesso di sempre: "evitare di pestarsi i piedi". Se uno si candida alla Camera, l'altro va al Senato. Stavolta però è più complicato, perché se i sistemi elettorali restano quelli attuali (Italicum e Consultellum), gli accordi dovranno essere parametrati su livelli diversi. Per la Camera il collegio è provinciale: 4 in campo, verosimilmente 2 uomini e 2 donne. Con preferenza doppia e quota di genere. 
Anche se la posizione blindata sarebbe soltanto quella del capolista bloccato. Francesco De Angelis ci punta, sperando che Matteo Orfini riesca ad imporsi. Decisamente più complicato il "puzzle" per il Senato: preferenza unica su base regionale. Vuol dire che bisogna prendere voti in tutto il Lazio. Un esempio non lontano dalla realtà: Francesco Scalia dovrebbe cercare un'intesa, oltre che con Claudio Moscardelli (Latina), pure con le componenti di Bruno Astorre (in corsa in prima persona per Palazzo Madama) e di Matteo Orfini (intenzionato a candidare Claudio Mancini). Discorso rovesciato, ma perfettamente speculare, se alla Camera si candidasse Scalia e al Senato De Angelis. Senza considerare che la concorrenza sul territorio è agguerrita: sia la senatrice Maria Spilabotte che il deputato Nazzareno Pilozzi sono intenzionati non soltanto a dire la loro, ma a cercare di ottenere le posizioni eleggibili.
Poi c'è l'altro fronte parallelo, non meno importante dal punto di vista strategico: le regionali. Anche in questo caso bisognerà vedere la legge elettorale con la quale si andrà alle urne: c'è l'incognita listino, potrebbero esserci sia la doppia preferenza che il voto di genere, i candidati nelle province potrebbero essere quattro oppure sei.
In ogni caso, gli incastri e gli equilibri vanno trovati. Nessun dubbio sulla ricandidatura dell'assessore Mauro Buschini (area De Angelis), mentre nella componente di Francesco Scalia all'orizzonte si profila il derby tra il consigliere regionale Marino Fardelli e il presidente della Provincia Antonio Pompeo. Ma a seconda di quanti saranno i candidati la situazione può cambiare: il segretario provinciale Simone Costanzo (area Astorre) è deciso a giocare le sue carte.
Per quanto riguarda le donne, i nomi che circolano maggiormente sono quelli di Barbara Di Rollo e Barbara Caparrelli. Ma attenzione anche a Sara Battisti, vicesegretario provinciale del partito.
Fra l'altro, per quanto riguarda le regionali, potrebbe esserci un elemento in più: considerando che Nicola Zingaretti andrà avanti con la coalizione di centrosinistra in un quadro di alleanze, potrebbe essere presentata una lista civica del presidente. Alla quale guardano già sindaci e amministratori locali del Partito Democratico.