«Le primarie per la scelta dei candidati a Camera, Senato e Regione? Non avrei alcun problema, ammesso che decida di scendere in campo». Nel dibattito all'interno di Forza Italia interviene Antonello Iannarilli, ex parlamentare ed assessore regionale del partito. Nei giorni scorsi c'è stata una netta presa di posizione del presidente del consiglio comunale di Frosinone Adriano Piacentini, il quale, nel rivendicare maggiore peso politico del gruppo "azzurro" del capoluogo, ha invitato il partito a tenere conto del fatto «che non possono essere premiati quelli che in questi anni hanno attaccato Forza Italia».

Un riferimento anche ad Antonello Iannarilli? «Francamente non credo», dice il diretto interessato. Argomenta infatti Iannarilli: «Sono sempre stato nel partito. Certamente non ho condiviso diverse cose negli ultimi anni, ma l'ho fatto presente a viso aperto a Mario Abbruzzese. Condivido il concetto espresso dallo stesso Abbruzzese sul fatto che il partito non è una caserma. La dialettica può essere aspra, ma è normale. In ogni caso ribadisco quello che proprio non riuscivo a digerire sul piano politico: il sostegno del gruppo provinciale di Forza Italia al presidente Antonio Pompeo, erede politico di Francesco Scalia. Non l'ho condiviso perché forse qualcuno ha dimenticato che il sottoscritto è diventato presidente della Provincia battendo quel centrosinistra. Si trattò di una vittoria storica, alla quale partecipò da protagonista lo stesso Abbruzzese. È evidente che vedere gli "azzurri" appoggiare Pompeo mi ha provocato degli enormi mal di pancia».

Mario Abbruzzese ha detto: «Se le disponibilità per le candidature a Camera, Senato e Regione dovessero essere maggiori rispetto ai posti a disposizione, allora faremo le primarie. Rivolgendoci direttamente ai cittadini».

Antonello Iannarilli afferma: «Quando ci sederemo tutti attorno ad un tavolo per le politiche e le regionali, vedremo il da farsi. Non ho preso alcuna decisione. Non temo, però, le primarie. Credo di avere un curriculum all'interno di Forza Italia difficile da battere: deputato, assessore e consigliere regionale, presidente della Provincia, coordinatore del partito. E in ogni caso il minimo storico dei voti che ho ottenuto è 12.000, che non mi sembra una cifra bassa. Detto questo, però, è chiaro che dovremo tutti ragionare nell'ottica dell'unità del partito e della coalizione. Aggiungo infine che comunque non intendo candidarmi alle regionali».

Innegabile, però, il contrasto con il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, oggi tra gli elementi di punta di Forza Italia. Dichiara Iannarilli: «Nel 2012 ho sostenuto Ottaviani, poi non ho condiviso alcune scelte che ha fatto sul piano della maggioranza. Ma sfido chiunque a trovare una sola mia dichiarazione ufficiale "contro" Ottaviani. Il gruppo di Frosinone chiede più spazio? L'aspirazione è legittima, ma la leadership si conquista sul campo. Il punto è che il sottoscritto è sempre stato coerente: non sono mai uscito da Forza Italia. Ognuno ha la sua storia. Poi naturalmente sarà sempre il consenso a fare la differenza».

Intanto negli ambienti "azzurri" si parla sempre più insistentemente di un possibile ritorno di Alfredo Pallone, attualmente coordinatore regionale di Alternativa Popolare. Pallone naturalmente non dice nulla sul punto, ma è evidente che c'è stato un riavvicinamento forte con Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo. Ieri, per esempio, Alfredo Pallone ha inviato un affettuoso sms di auguri per il compleanno di Tajani. Pallone è abituato da sempre a separare gli aspetti personali da quelli politici. Però il suo non è un nome qualunque. Il centrodestra si sta riorganizzando a livello nazionale: il punto fermo è questo. Alfredo Pallone lo aveva intuito in tempi non sospetti.