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Addio a Silvana Pampanini, sogno proibito degli italiani

Silvana Pampanini in una bella foto quando era nel pieno della carriera

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Addio a Silvana Pampanini, sogno proibito degli italiani

Roma

Si è spenta oggi, all'età di 91 anni, dopo un lungo ricovero presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, Silvana Pampanini. Due mesi fa era stata sottoposta a un complesso intervento chirurgico addominale. Dopo un'iniziale ripresa, tanto da far pensare a un ritorno a casa, sono insorte complicanze che ne hanno interrotto il recupero: l'attrice è morta intorno alle 9.30.

I funerali si svolgeranno venerdì 8 gennaio alle 11 presso la Parrocchia Santa Croce in Via Guido Reni 2 a Roma. A dare la notizia all'Adnkronos è stato l'amico e manager dell'attrice Alessandro Lo Cascio.

Il ricordo, tra amori e carriera

“Ho avuto più proposte di matrimonio che mal di testa”, così amava ironizzare sulla sua vita sentimentale Silvana Pampanini. Per anni, prima dell’avvento delle maggiorate Loren e Lollobrigida, la Pampanini rappresentò il sogno proibito degli italiani, con la sua sfrontata e provocatoria bellezza.

Una vita segnata da amori celebri, ma mai confortata dalla presenza di una vera famiglia (non è stata né moglie né madre ). Nipote della famosa cantante d'opera Rosetta Pampanini, era ancora una studentessa di canto quando fu lanciata nel mondo dello spettacolo dal concorso di Miss Italia del 1946: nonostante la vittoria ufficiale di Rossana Martini, a seguito delle vivaci proteste del pubblico, venne proclamata vincitrice "ex aequo" anche la stessa Pampanini. Per anni si era diffusa la credenza che la famosa canzone “Malafemmena”, scritta nel 1951 dal grande Totò, fosse stata composta proprio per lei.

Sarà Liliana De Curtis (figlia di Totò), a far chiarezza successivamente, affermando che in realtà suo padre scrisse la canzone per la moglie Diana. Tra i suoi film più celebri “Bellezze in bicicletta”, “47 morto che parla”, “La strada lunga un anno”, “Un marito per Anna Zaccheo”, “La bella di Roma”, “Processo alla città”, “Il gaucho”, “Racconti romani”.  

Chiude la sua carriera cinematografica (con ironia)  al fianco di Alberto Sordi, nel film “Il Tassinaro” (1983), nella parte di se stessa. Molti di voi ricorderanno la famosa sequenza in cui Sordi/Marchetti, dopo averla accompagnata a destinazione, la saluta scambiandola per Sylva Koscina, altra celebre attrice, scatenando di fatto le ire della Pampanini: “Arrivederla Sylva Koscina e spero di rivederla presto sul mio Zara87!”. Così il nostro Albertone giocava con l’amica attrice.

E allora questa volta (niente scherzi, purtroppo): arrivederci… Silvana!

 

 

 

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