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Checco Zalone e il posto fisso: anatomia di un successo (annunciato)
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Checco Zalone e il posto fisso: anatomia di un successo (annunciato)

Roma

In  soli tre giorni  “Quo vado?”, l’ultimo film di Checco Zalone (nome d’arte di Luca Medici), incassa più di 22 milioni di euro al botteghino e schizza così in testa alla classifica del week end, toccando le tre milioni di presenze. Un risultato senza eguali, quindi, che spazza via il precedente record (per quello che riguarda il nostro Paese) del film più visto nel primo giorno di programmazione, doppiando letteralmente (con un incasso di sette milioni) un colosso come “Harry Potter e i doni della morte-parte II”.

Inoltre, Zalone batte (di gran lunga) anche se stesso, se è vero che i suoi precedenti lavori “Sole a catinelle” e “Che bella giornata” avevano incassato al debutto rispettivamente 2.354.057 e  2.718.522 euro.  Un successo dai numeri impressionanti, ma non certo inaspettato, se si guarda al recente passato di Checco Zalone: i suoi ultimi film, infatti, avevano già raccolto incassi faraonici per il nostro cinema e così la premiata ditta Nunziante (regista di tutti i film di Zalone) - Valsecchi (produttore Mediaset), non ha faticato molto a confezionare un prodotto che consacra definitivamente Zalone come il Re Mida del cinema italiano: di questo passo “Quo vado?” si appresta, con molta probabilità, a diventare il film italiano con il maggior incasso della storia, dal momento che il precedente primato di 55 milioni di euro, appartenente a “Sole a catinelle”, sembra destinato ad essere ampiamente superato.

Un film costruito a tavolino, dunque (ma non è una “colpa” sia ben chiaro), concepito per orientare i gusti del pubblico, in un panorama mediatico dove la distribuzione (leggi Medusa) è il vero valore aggiunto. Presente in 1.300 sale (altro record), il film, realizzato con un budget di produzione intorno ai dieci milioni di euro (ben cinque volte superiore al costo medio di un nostro film), celebra un cruccio del popolo italiano: quello del posto fisso, se è vero che nella maggior parte dei Paesi stranieri la mobilità da un posto di lavoro all'altro è la regola.

L’odissea che affronta l’alter ego di Zalone, protagonista della pellicola, è quella di un lavoratore che cerca di salvaguardare i suoi privilegi e i suoi diritti (e il suo posto fisso), a costo di  accettare improbabili e discutibili trasferimenti: solo l’amore gli farà cambiare idea. Tra tutti i film interpretati fin qui da Zalone, “Quo Vado?” è sicuramente il migliore sotto diversi aspetti, come nel caso della scrittura, con la  scelta (indovinata) di contrapporre al personaggio di Checco quello della dirigente Sironi (interpretata da una convincente Sonia Bergamasco).

Nel cast da segnalare, inoltre, la presenza di un altro comico pugliese (Zalone nasce a Bari), Lino Banfi, nella parte di un Senatore: altro elemento da non sottovalutare, poi, le musiche, che Zalone firma per la quarta volta (su un totale di quattro film), con il suo vero nome. Il suo background di (ottimo) musicista è una delle sue armi migliori (come non citare i successi del passato  “Siamo una squadra fortissimi” e “Angela”) e anche questa volta colpisce nel  segno con la canzone  “La prima Repubblica non si scorda mai”, in cui  fa il verso ad Adriano Celentano.

Nel film non mancano chiari riferimenti all’attualità (la crisi del lavoro, l’immigrazione, il movimento No Tav), ma non sarebbe guastata  una maggiore  dose di cinismo (come testimonia al contrario la scelta di un finale alquanto buonista), ingrediente  tipico delle migliori commedie del nostro cinema. Certo, siamo lontani dai fasti (e dallo spirito) della grande stagione della cosiddetta “commedia all’italiana”, che ha avuto in Risi, Monicelli, Scola, Comencini, Germi, maestri insuperabili e in attori come Gassman, Tognazzi, Manfredi, Sordi icone assolute, ma c’è da dire che, se il nostro cinema è cambiato, è perché il nostro Paese è cambiato, inutile così fare paragoni (peraltro improponibili): che oggi Zalone rappresenti, come afferma Adriano Celentano,  “un vero toccasana”  per tutto il nostro movimento cinematografico, è sicuramente opinabile. Di certo siamo di fronte ad una nuova maschera che ha tutta la leggerezza e la purezza di un eroe per caso. Questo sì!

Una curiosità: per volere dello stesso Zalone prima dell’uscita nelle sale non è stato proposto nessun trailer del film (per la promozione sono stati girati tre spot).

 

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