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La sede del Comune di Frosinone

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Piano di rientro del Comune, l'analisi della Corte dei Conti

Frosinone

Piano di rientro del Comune di Frosinone, due i punti sui quali la Corte dei Conti ha posto l'attenzione: i crediti che il Comune vanta nei confronti della Regione (sei milioni di euro) e l'emergere di ulteriori debiti fuori bilancio. L'analisi è stata concentrata sul consuntivo del 2014.

«La verifica degli equilibri segna un considerevole miglioramento del saldo di parte corrente, che, da una previsione iniziale di 27.485 euro, passa a consuntivo 2014 a 2.030.517,14 euro». È questo il passaggio più significativo della deliberazione della Corte dei Conti (sezione regionale di controllo per il Lazio) sulla verifica del Piano di riequilibrio del Comune di Frosinone. L’analisi è stata effettuata nelle Camere di Consiglio dell’8 ottobre e del 13 novembre scorsi. Il riferimento è al consuntivo dello scorso anno, nel quale si è registrata una crescita delle entrate correnti: quelle accertate sono state pari a 55.725.533,06 euro, rispetto alle previsioni stimate che arrivavano a 49.298.762,02 euro. Aumentano anche gli impegni: da 45.925.212,47 euro ipotizzati a 50.703.006,22 euro accertati. «Le principali differenze tra i dati presenti nel piano di riequilibrio e i dati risultanti dai bilanci dipendono - sottolineano i magistrati contabili - in parte entrata dai valori Imu prima casa, Imu altri immobili e Imu terreni agricoli; dal fondo di solidarietà comunale; dal recupero dell’evasione Tarsu; da trasferimenti». E aggiungono: «Le principali differenze in parte spesa sono da ricondurre a maggiori spese per acquisto beni e servizi per il pagamento di utenze, per il quale l’organo di revisione ha chiesto l’istituzione di una centrale degli acquisti; per il pagamento delle rette di ricovero dei minori, quale spesa obbligatoria ex lege; per maggiori oneri straordinari di parte corrente dovuti essenzialmente alle negoziazione di debiti fuori bilancio».
Ma nella relazione la Corte dei Conti sofferma l’attenzione pure su altri punti. Argomentando fra l’altro: «Dal settore governance sono stati altresì segnalati potenziali e consistenti debiti per cause da espropri la cui copertura finanziaria dovrebbe essere garantita dalla richiesta di mutuo, già stanziato in bilancio. L’emersione di ulteriori debiti fuori bilancio denota disfunzioni organizzative e funzionali e pone a carico dell’Amministrazione l’obbligo di verificare che la stessa non sia riconducibile ad un sottodimensionamento della spesa in fase di previsione e di proseguire nelle attività transattive con i fornitori a riduzione del debito». Bisogna tener presente che l’analisi è sul consuntivo dello scorso anno, ma al tempo stesso la Corte dei Conti ha analizzato i dati l’8 ottobre e il 13 novembre 2015. In sede di rendiconto, il disavanzo è peggiorato. Alcune criticità che emergono «afferiscono al riaccertamento dei residui attivi e passivi». Poi si rileva: «Altra criticità è data dalla enorme posizione creditoria nei confronti della Regione Lazio per anticipazioni di importi per lavori pubblici a tutt’oggi non rimborsate, oltre 6 milioni di euro, di cui 4 milioni riferiti agli interventi relativi alla discarica che hanno comportato la necessità di anticipi di tesoreria». Quindi la Corte dei Conti nota: «Quanto all’avvenuto raggiungimento dei risultati intermedi, una criticità può essere rappresentata dal rispetto della riduzione del 10 per cento con riferimento alle spese per prestazioni di servizi, mentre si possono considerare raggiunti gli altri obiettivi intermedi: a) riduzione del 25 per cento delle spese per trasferimenti a carico dell’Amministrazione; b) raggiungimento di almeno il 36 per cento dei servizi a domanda individuale complessivamente intesi».

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