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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Pedofilia, una città sotto choc. La richiesta: "Fuori la verità"

La chiesa di San Rocco, dove il parroco ha esercitato il suo mandato

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Pedofilia, una città sotto choc.
La richiesta: "Fuori la verità"

Ceprano

«La verità e, dopo la verità, la giustizia». Questo auspicano i cepranesi che ieri mattina hanno appreso la notizia del prete accusato di pedofilia perché avrebbe abusato ripetutamente e per anni di un minore sin da quando quest’ultimo era in tenera età. Un uomo di Chiesa che ha operato a Ceprano per circa nove anni e per il quale è stata fissata l'udienza preliminare. Lo scandalo piombato all'improvviso in città e che investe la Chiesa, già nel ciclone per fatti altrettanto gravi, è al centro delle discussioni in piazza, nei negozi, nelle case.

Gli aggettivi contenuti nei commenti dei cittadini sono i più pesanti; c'è pure chi si chiude nel silenzio, chi resta incredulo, chi condanna e chi invece invita alla cautela. Insomma, le reazioni sono svariate, comunque espressione di un ciclone di sensazioni e sentimenti forti, rabbiosi e di indignazione da una parte, di perplessità e cautela dall'altra. Pesante si avverte il silenzio da parte di chi è solito frequentare la parrocchia di San Rocco, dove il prete accusato di pedofilia ha operato a lungo, ma Ceprano ormai pare non debba più meravigliarsi di fronte a nulla: è un piccolo specchio della realtà nazionale, dove i sindaci finisco in manette ed i preti vengono coinvolti in brutte storie di pedofilia.

Del resto lo scandalo di Montecassino è ancora fresco; ma certi orrori si consumano anche in un piccolo centro di 8500 abitanti, dove tutti si aspetterebbero di restare immuni da certi vicende. E poi l’episodio “piccante” che coinvolse anni fa il vicino monastero di Falvaterra, con un frate protagonista di una travolgente storia d'amore con una parrocchiana, finita quando il religioso, forse pentito, tornò nei ranghi. Ieri a Ceprano non si parlava d’altro che dell’identità del prete in questione.

Qualche nome è circolato e sono tornate alla mente vicende di lettere anonime arrivate ad alcuni ex parroci, spostamenti di parrocchia decisi forse per mettere a tacere chiacchiere inopportune; niente comunque rapportabile alla pesantissima accusa di pedofila. In un attimo, la figura del prete gentile, impegnato socialmente, carismatico, preparato e trascinatore di fedeli, viene cancellata da un gravissimo quanto odioso “peccato” che, se fosse confermato nel processo che potrebbe aprirsi a suo carico, la gente di Ceprano non perdonerebbe.

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