Riemergono i resti di uno scheletro umano in prossimità del casello autostradale di Ceprano. Il ritrovamento è stato effettuato tempo fa durante lavori di risistemazione dell'area della rotatoria che regola i mezzi in entrata e in uscita dall'autostrada ed in transito sulla provinciale Caragno. I resti rinvenuti sono stati segnalati, ricoperti e ieri la Provincia ha mandato una squadra di operai a rimuovere la terra per riportare alla luce le ossa umane e consentire l'intervento dell'archeologo mandato dalla Sovrintendenza.

Interessanti le tracce dello scheletro nella terra: la sagoma è ben visibile insieme ai denti e alle vertebre. L'area sottoposta ad osservazione è di circa due metri quadrati. Lo scavo è più ampio, ma al momento il ritrovamento pare isolato. Quello che un tempo è stato il corpo di un uomo vissuto chissà quando non era sepolto in una tomba ma nella terra, forse portato dalle acque o volutamente seppellito direttamente in quel punto. Troppo presto per formulare ipotesi che potranno essere comprovate solo all’esito delle analisi che consentiranno anche la datazione dei reperti. L'area in cui è avvenuto il ritrovamento non è classificata come archeologica. Ma tutta la zona di Ceprano è ricca di reperti.

Nel 2005, presso il cantiere per la realizzazione del nuovo svincolo autostradale, durante i lavori di sbancamento di un terreno agricolo adiacente alla sede viaria, furono rinvenuti frammenti ceramici e di laterizio, sparsi su una vasta area e una porzione di struttura muraria con pietre sovrapposte a secco. Invece, in prossimità della stessa area compresa tra l’asse autostradale e la via Caragno, in località Sterpara, durante i lavori di ricollocazione delle linee telefoniche emerse un allineamento regolare di blocchi tale da far pensare a una sede stradale. I lavori furono sospesi, ma poco dopo ripresero e vennero ultimati.

Il territorio di Ceprano nasconde ricchezze inestimabili, a cominciare dai resti dell'antica colonia romana di Fregellae e da “Argil”, il più antico fossile umano italiano, ma anche insediamenti preistorici. Appena un mese fa, in occasione dello scavo per la realizzazione del metanodotto, sono state rinvenute due tombe.