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Acqua, nasce il fronte anti-Acea: diciannove comuni aderiscono
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Acqua, nasce il fronte anti-Acea: diciannove comuni aderiscono

Provincia

Sono 19 i Comuni che ieri pomeriggio, davanti a una platea gremita di cittadini e di alcune associazioni e comitati, hanno firmato la richiesta di convocazione della Conferenza dei sindaci dove intendono portare le rispettive delibere consiliari per la risoluzione del contratto con Acea-Ato 5. Davanti al sindaco Caligiore, promotore dell’iniziativa, hanno firmato i sindaci di Cassino, San Giovanni Incarico, Supino, Torrice, Arnara, Pastena, Settefrati, Strangolagalli, Guarcino e i delegati di Frosinone, Pofi, Pontecorvo, Boville Ernica, Falvaterra, Patrica, Sgurgola, San Giorgio a Liri.

I comuni di Castro dei Volsci, Ripi e Monte San Giovanni Campano, che pure erano presenti, sono andati via prima della firma. Certo, i Comuni presenti erano pochi rispetto agli 86 dell’ambito territoriale che il sindaco Caligiore aveva invitato; bisognerà poi vedere dei 19 che hanno firmato quanti porteranno le delibere di risoluzione del contratto in sede di Conferenza. L’idea dei firmatari è quella di allargare il fronte del no ad Acea, ma viste le promesse e i dietrofront della maggioranza dei sindaci negli anni passati, forse non si è peccato di pessimismo.

L’intento di Caligiore è quello di trovare un fronte comune ed elaborare una strategia unitaria per uscire da Acea. Per andare dove al momento non è dato sapere, probabilmente come si vociferava in sala tra qualche bene informato, verso un nuovo gestore. L’atto deliberativo che i sindaci faranno votare li inchioderà alle loro responsabilità davanti ai cittadini in sede di Conferenza, senza ripensamenti di cordata e di partito. Questo almeno nelle intenzioni. Ci va giù duro il sindaco di San Giovanni Incarico Salvati: «Dal 2003 Acea gestisce male il servizio e la Conferenza dei sindaci non è mai stata capace di far rispettare le regole».

Il sindaco di Cassino Petrarcone ricorda il sistema misto della sua città, sottolineando che nella parte gestita dal Comune (il centro) la tariffa è due volte e mezzo inferiore rispetto a quella di Acea: «La risoluzione è un atto di giustizia», dice. Il sindaco di Arnara Capogna parla delle inadempienze soprattutto in fatto di manutenzione della rete e delle mancate risposte da parte della Sto e del presidente della Provincia Pompeo: «Non sono contro Acea, ma contro chi non rispetta il contratto», afferma. E il sindaco di Torrice Savo chiede «la testa della Sto che non fornisce ai Comuni gli strumenti per operare».

Il sindaco di Supino, Foglietta propone un percorso da far valutare ai cittadini, attacca i partiti e propone per il 15 gennaio la giornata del “VaffaAcea Day”in cui firmare le delibere di risoluzione contrattuale con il gestore. I propositi non mancano. Vedremo se ciascun Comune approverà la sua delibera e se lungo la strada se ne aggiungeranno altri. Nel frattempo ai cittadini non resta che pagare le bollette.  

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