Siamo alle solite. Il Frosinone in trasferta si scioglie per l’ennesima volta come neve al sole, e anche da Palermo si torna a casa con una sconfitta. Amara. Pesante nel punteggio. Dolorosa per quanto riguarda la classifica. Già dolorosa. Perché se da una parte è vero che il distacco dal quartultimo posto, quello che per intenderci a fine stagione vale la permanenza in Serie A, è aumentato di poco (da una lunghezza a due), è altresì vero che il Palermo ha portato a quattro punti il vantaggio sui canarini.

Già, il Palermo. Quella che a nostro modesto modo di vedere può essere considerata l’unica compagine (a meno di catastrofi in altri club) contro la quale poter lottare (oltre chiaramente Verona e Carpi) per centrare l’obiettivo salvezza. Per questo il ko del “Barbera”, al di là del punteggio pesante, è doloroso sotto il profilo della classifica. Per questo da Palermo si sarebbe dovuti tornare a casa almeno con un punto. Per questo, ossia per far rientro in Ciociaria con un modesto pareggio, non bisognava affrontare i siciliani con un atteggiamento tattico e di gioco sbilanciato in avanti.

Per questo sarebbe da persone intelligenti, almeno nelle sfide lontano da casa, prendere esempio dal Chievo visto in campo al Comunale e in tutte le gare esterne: coperto, bloccato con le sue linee e intenzionato soltanto a sfruttare eventuali spazi lasciati dall’avversario per provare a vincere la partita. Il tutto senza mai rischiare nemmeno minimamente di perderla scoprendosi. In altre parole, ponendosi come unico obiettivo quello di non prenderle.

La nostra speranza è che la sconfitta di Palermo, settima su otto gare giocate lontano dalla Ciociaria, faccia riflettere Stellone e i suoi collaboratori sul fatto che non è più possibile andare a giocare le partite in trasferta con una squadra votata sempre all’attacco. Se i campionati si vincono non prendendo gol (Inter docet), ottenere la salvezza partendo dall’identico presupposto appare cosa certamente più semplice.

Fin dalla prossima partita fuori casa (il 6 gennaio a Reggio Emilia contro il Sassuolo) è, pertanto, fondamentale cambiare atteggiamento tattico e psicologico. Al contrario al Comunale, invece, si può continuare a credere nel 4-4-2 garibaldino di Stellone. In altre parole bisogna creare un Frosinone double face tra gare casalinghe e in trasferta. In tal modo, ne siamo convinti, la strada verso la salvezza diventerà molto meno impervia di quando non lo sembri in questo momento.