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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Frosinone finta metropoli: sballati i numeri dei piani regolatori
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Frosinone finta metropoli: sballati i numeri dei piani regolatori

Frosinone

Chi ha redatto il piano regolatore, oltre quarant’anni fa, probabilmente aveva previsto che il Frosinone sarebbe approdato in serie A. È, forse, l’unica spiegazione del perché la stima di crescita demografica del capoluogo abbia portato a un’indicazione di 160.000 residenti proprio nel 2015. Chissà, gli antichi compilatori avranno pensato che una città che ospita una squadra di serie A non possa avere un bacino inferiore a centomila abitanti. Eppure, nonostante il calcio e l’espansione urbanistica, che ha prodotto come effetto lo svuotamento del centro storico a beneficio di altri quartieri, la popolazione non è mai decollata veramente.

Da quarant’anni a questa parte è rimasta stabile. Lievi crescite e altrettanto esigui decrementi si accompagnano negli ultimi anni. Quota 50.000 resta un miraggio, figurarsi triplicarla. Se nel 1975 i residenti erano 44.078 a oggi non sono aumentati di molto, assestandosi poco oltre i 46.000. Altro che i 120mila certificati dal Prg per il 1990. Gioco forza, con una previsione di crescita così marcata, si era dovuto adeguare, nel 1975, anche il piano regolatore generale degli acquedotti. Quest’ultimo strumento, necessario a prevedere quanta acqua dovrà essere erogata in città, aveva previsto una popolazione residente di 120mila residenti più altri 40mila fluttuanti che comunque gravitano sul capoluogo. A distanza di ben otto lustri tuttavia se il piano regolatore generale è rimasto immutato nel tempo, consentendo un’edificazione per larghi tratti senza senso o comunque sovrastimata rispetto alle reali esigenze della popolazione, il piano regolatore generale degli acquedotti recentemente è stato rivisto. Ovviamente al ribasso. Non più 160.000 residenti tra stanziali e fluttuanti, bensì 64.546 residenti “equivalenti”, prendendo a parametro i dati del 1996 tra residenti (47.963) e fluttuanti (17.037).

Facendo un passo indietro nel tempo Frosinone ha avuto delle crescite esponenziali dei residenti, ma anche dei momenti, anche prolungati, di stallo. Nel periodo successivo alla Grande guerra Frosinone poteva contare su una popolazione inferiore di poco ai tredicimila abitanti che progressivamente, sebbene a passo lento, è cresciuta. Quarant’anni dopo era stato superato il muro dei 32mila cittadini. A fine anni Sessanta si era sfiorata quota 38mila con 37.830, mentre nel ‘75, per la prima volta, era stata oltrepassata la soglia dei 44.000. Da qui l’allora previsione di poter triplicare i residenti nei successivi quarant’anni. Ma chi ha fatto le previsioni si è scontrato con la dura realtà del calo demografico, la deindustrializzazione conseguente alla crisi degli ultimi anni. Per non parlare poi degli elevati prezzi degli immobili che hanno indotto in tanti a “emigrare” verso i paesi della cintura del capoluogo che si sono riempiti di molti frusinati. Ecco allora che, confrontando i numeri degli anni Settanta con quelli odierni grosse differenze non si notano. Sono 46.507al 1 gennaio2015 i residenti nel capoluogo secondo l’Istat.

Eppure, anche recentemente, si era tornati a prevedere un nuovo incremento di residenti nei progetti di costruzione. Era il 28 settembre del 2004 quando in un’interrogazione parlamentare l’allora senatore Oreste Tofani ricordava che Frosinone conta 47.000 residenti «con una densità di mille abitanti per chilometro quadrato, che fanno del capoluogo della Ciociaria la città più affollata del Lazio dopo la capitale». Ma non solo in riferimento a dei progetti (sempre del 2004) di edificazione in viale America Latina il senatore ricordava al ministro che «il Comune di Frosinone prevede per il prossimo decennio un incremento della propria popolazione di oltre 17.000 abitanti». Al tempo stesso Tofani sottolineava che, «dai due ultimi censimenti, risulta però che la popolazione di Frosinone è stabile, con una lieve crescita al massimo del 4,10% nel decennio 1991-2001 e comunque lontanissima dall’incremento del 36,16% sulla base del quale il consiglio comunale ha determinato la necessità dell’edilizia pubblica». Della serie errare è umano, perseverare diabolico.

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