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Domenica 04 Dicembre 2016

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Messa con l'i-pad, si accende il dibattito. La Cei lo consente, ma con giudizio
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Messa con l'i-pad, si accende il dibattito. La Cei lo consente, ma con giudizio

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Sì, ma con moderazione. È l’indicazione ai parroci che al posto del messale cartaceo utilizzano quello tecnologico. Ormai l’i-pad sostituisce i libri. E dunque con un dispositivo tecnologico si può dire messa. Il fenomeno sta prendendo corpo e, pur con qualche distinguo, la Cei tollera e non sanziona. Il sacerdote che usa l’ibreviary non infrange alcuna regola anche se, da ciò che filtra, sarebbe meglio avvalersi del vecchio libro. Il dibattito è nato dopo il caso di un religioso che legge il messale sul telefonino e che aveva suscitato reazioni dei pro e dei contro all’aiuto tecnologico per il celebrante.

Non è un no alla tecnologia, anche se si cerca di confinarla allo stretto necessario. Il caso era emerso anche dall’altra parte del mondo dove la conferenza episcopale di Australia e Nuova Zelanda ha vietato l’impiego del messale digitale con invito a usare solo quello ufficiale. Per l’assessore alla Cultura di Ceccano Stefano Gizzi «la Chiesa attuale propone un modello da anni Sessanta, spacciandolo per una grande prova di rinnovamento. E invece si trova in una profonda crisi di fede e di valori, dovuta soprattutto alla scelta di seguire ciò che il mondo secolare insegue e chiede. Niente di peggio, e quello che vediamo oggi, anche in termini di scandali che travolgono alti prelati, è la conseguenza di questa sciagurata impostazione. I preti dicono messa col tablet? Mah, d’altronde oggi la messa non è più una cosa sacra, sembra piuttosto una riunione di condominio. Si è persa la sacralità del rito. Ma questo andazzo non mi sorprende. È la Chiesa liquida e liberal di papa Bergoglio che annienta la vera fede cattolica. Tanta simpatia dal mondo, ma la Chiesa non c’è più».

Il professor Biagio Cacciola ne fa invece anche una questione economica. «Con papa Francesco andiamo verso una Chiesa sempre più austera. Non ci saranno più i messali ricamati, ma tablet con i quali lo stesso parroco può dire messa in più chiese. Ci dobbiamo abituare a questa nuova condizione».

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