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Elemosine, un business da capogiro: "Incassano anche 150 euro al giorno"
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Elemosine, un business da capogiro: "Incassano anche 150 euro al giorno"

Cassino

Fanno i turni per spartirsi gli spazi davanti la chiesa. Si presentato in coppia, a volte da soli. Spesso con minori. Sono gli elemosinieri di mestiere che si posizionano negli angoli d’oro della città, laddove fioccano le offerte, come se rispettassero un codice lavorativo ben preciso. Un mestiere che non conosce crisi, sarà per il buon cuore che anima ancora molti cassinati, sarà perché l’idea di donare uno spicciolo mette al riparo da ben altre preoccupazioni economiche. E gli incassi, a fine giornata, fanno concorrenza agli stipendi regolari.

Ieri mattina, davanti la chiesa di Sant’Antonio è partito il solito “turno”, quello della mattina alle 8 quando arrivano in due per chiedere l’elemosina all’uscita della messa. Poi se ne vanno ma il vuoto viene subito colmato da un’altra coppia di stranieri. La stessa che ieri a fine mattinata lavorativa è stata raggiunta da un connazionale che ha proceduto alla conta dei soldi. Ha voluto che il contenuto dei bicchieri venisse rovesciato in una scatola unica, li ha divisi per valore (i venti centesimi, dai cinquanta, dagli euro) per poi procedere al conteggio. Poi ha redistribuito una parte dell’incasso ai due che avevano trascorso lì la mattinata. E la scena non sarebbe isolata. Accade spesso di vedere i mendicanti impegnati con la conta dei denari a fine “turno”. Tra di loro o con un “superiore”.

Ma quanto frutta una giornata passata a domandare ai fedeli che entrano in chiesa un piccolo contributo? A sentire i commercianti della zona il “lavoro” permette di portare a casa parecchio. «Spesso - raccontano alcuni titolari - vengono da noi e chiedono di cambiare gli spicci con le banconote. Parliamo di 100 euro, 120 o anche 150 euro, ogni volta». Maurizio Coletta, presidente del centro commerciale naturale San Benedetto, conferma: «So che gli incassi variano dai 100 ai 150 euro. Queste persone arrivano da Napoli o da Capua, vengono posizionate vicino alle chiese e ai semafori, poi a fine giornata riprendono i treni e la gente ingenuamente continua a donare. Non dovrebbero proprio farli arrivare, servirebbero maggiori controlli alla stazione».

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