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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Scontri Frosinone-Verona: gli ultra veneti hanno colpito come un esercito

Gli scontri avvenuti a Piazzale Europa

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Scontri Frosinone-Verona: gli ultra veneti hanno colpito come un esercito

Frosinone

Sono partiti da Verona intorno alla mezzanotte. Per essere a Frosinone nella prima parte della mattinata quando i dispositivi di ordine pubblico per la partita non sono ancora attivi. Un modo per cogliere tutti di sorpresa e creare scompiglio anche lontano dallo stadio tra le famiglie che facevano la spesa o che portavano a spasso i bambini. È la ricostruzione che dalla Questura fanno della presenza del gruppo di 118 veronesi nell’area di piazzale Europa ben quattro ore prima del fischio d’avvio. Una presenza che, nel giro di qualche minuto, ha dato luogo a scontri con lancio di bottiglie, sassi, sanpietrini, bastoni e perfino una panchina.

Alla fine il bilancio è stato contenuto, con qualche tifoso contuso, nessun ferito tra le forze dell’ordine, ma anche sette arresti e i primi Daspo. Ma altri ce ne saranno. E anche tra i frusinati dato che, secondo gli elementi raccolti in questa prima fase delle indagini, a parteciparvi sono stati un centinaio di scaligeri e una ventina di canarini. Il vice questore Cristiano Bertolotti, dirigente della Digos, ieri pomeriggio ha fatto il punto della situazione a 24 ore di distanza dagli incidenti e a poche dalla pronuncia del giudice del Tribunale di Frosinone. I sette supporter dell’Hellas, difesi dall’avvocato Andrea Bacciga, si sono visti convalidare l’arresto, quindi hanno ottenuto di essere processati a dicembre. A loro il giudice ha imposto l’obbligo di firma tre volte a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì.

Intanto, dalla Questura è partito il Daspo: 5 anni per l’unico con precedenti, che, tra l’altro, aveva appena finito di “scontare” un altro Daspo; 4 anni per altri due ultras scaligeri, mentre i restanti quattro non potranno assistere a manifestazioni sportive per i prossimi tre anni. Nel ricostruire gli eventi, il dirigente della Digos ha evidenziato che, in quel momento, il servizio non era ancora attivato e che i quattro agenti in quel momento in servizio avevano già individuato il gruppetto di veneti e lo stavano invitando a risalire sui minivan per tornare verso l’area Permaflex, punto d’incontro per le tifoserie ospiti. Un’attività di mediazione che stava andando a buon fine, considerato che fino a quel momento gli ultras gialloblu non avevano creato alcun problema ai frusinati, tra cui molte famiglie, che in quei frangenti transitavano per piazzale Europa.

All’arrivo dei tifosi canarini, sicuramente allertati della presenza degli scaligeri, la situazione è subito precipitata. «Come Digos abbiamo provato a fronteggiare i tifosi del Frosinone per convincerli a disperdersi - ricostruisce quei momenti Bertolotti - Senonché i 118 veronesi, tutti con jeans e giaccone nero, si sono subito inquadrati a falange e a passo di marcia sono arrivati verso i frusinati». I quattro agenti, aiutati anche da qualche poliziotto, a spasso con la famiglia, che in quel momento si trovava a passare in zona, hanno provato a fronteggiare gli schieramenti. In quel momento pioveva di tutto: bottiglie, pietre, sanpietrini, bombe carta e fumogeni.

«Alcuni tifosi sono venuti a contatto - ricostruisce il dirigente della Digos - con pugni, calci e cintate. I contatti veri sono durati meno di cinque minuti». Quindi, seppur a fatica, è stata riportata la calma. Gli agenti della Digos non hanno mai perso di vista i più facinorosi, li hanno fatti salire sui pulmini, quindi li hanno portati in una parte isolata dell’area Permaflex per identificarli grazie anche al contributo della polizia scientifica. Una strategia che ha consentito di procedere con gli arresti dei sette direttamente identificati dagli agenti della Digos e ottenerne la successiva convalida in udienza.

Per gli stessi scontri due tifosi del Frosinone sono stati denunciati, anche loro per rissa. Accertamenti sono in corso per identificare gli altri protagonisti degli scontri. Per gli altri 111 veronesi è in arrivo un Daspo, «ma non di gruppo», specifica Bertolotti. Stessa sorte toccherà anche al gruppetto di frusinati, quando saranno identificati. In arrivo anche un Daspo ai quattro veronesi fermati in un pulmino con chiavi inglesi, un bastone, bengala e fumogeni.

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