La notizia come era facile prevedere sta destando molto scalpore in ambito locale e non solo, per tutta una serie di ragioni legate anche alle annunciate opportunità di rilancio del oasi naturale più volte annunciato dai diversi amministratori (Comune, Regione Lazio) sopratutto nei periodi di campagna elettorale. Per spiegare però meglio cos'è, cosa poteva e doveva essere il Parco Naturale della Selva, preferiamo farlo con le “parole” usate nel sito ufficiale della Città di Paliano: "Un luogo suggestivo, fatto di colline ondulate con vigne, boschi, prati e laghi sulla Via Palianese, a due chilometri dall'Autostrada del Sole (uscita Colleferro). La Selva vuole essere un'idea che sottolinea l'importanza della logica nelle apparenti contraddizioni. L'utile deve essere associato al superfluo, il razionale con l'assurdo, i bilanci, il lavoro e la disciplina con la poesia, la partecipazione e l'inventiva. I fiori, le piante e gli animali, con l'uomo elettronico consumato dall'asfalto e dal cemento. La Selva affonda la sua essenza in un rapporto ininterrotto con il territorio e nel rispetto dell'ambiente e delle forme architettoniche".

Al momento tutto questo è un triste rimpianto legato ad una felice intuizione che negli anni settanta ebbe i Antonello Ruffo di Calabria, un sogno condiviso da molti ed al quale venerdì scorso sono stati posti i sigilli, con buona pace di quanti continuano a credere che il sito era e resta una enorme opportunità per il rilancio economico del territorio e patrimonio della collettività.