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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Avvocato finisce nella morsa degli usuraiA giudizio un albanese e un fiuggino
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Avvocato finisce nella morsa degli usurai
A giudizio un albanese e un fiuggino

Alatri

Avvocato finisce nella morsa degli usurai, due rinvii a giudizio, mentre per un terzo la posizione è stata stralciata. Lo ha deciso il Gup del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio inoltrata dal pubblico ministero Barbara Trotta e dalla parte civile, l’avvocato Vincenzo Galione che tutela gli interessi della vittima, un professionista di Alatri.

Il 10 marzo 2016, davanti al tribunale collegiale di Frosinone, dovranno comparire l’albanese Ermal Demohasanaj, 28 anni, residente a Fiuggi, Gianni Manfra Giorgilli, 39, di Fiuggi, mentre il Gup dovrà pronunciarsi in separata sede nei confronti di Massimo Alessandri, 45, sempre di Fiuggi, tutti difesi dall’avvocato Marco Cinquegrana. Stando alle accuse mosse contro Manfra Giorgilli, l’avvocato, dalla primavera del 2010 all’aprile

del 2015, avrebbe corrisposto, a titolo di interessi, la somma di mille euro al mese in cambio di un prestito di 10.000. Due rate sarebbero state versate invece con un orologio Frank Muller del valore di 19.500 euro. In un’altra circostanza (contestata a Manfra Giorgilli e Alessandri), il professionista si sarebbe fatto dare, nell’estate del 2010, seimila euro in cambio, a solo titolo di interessi, di 600 euro mensili. Rate che per la procura sarebbero state incassate dal Manfra a eccezione di una per Alessandri. Sempre a Manfra è contestato un altro prestito, da 10.000 euro, erogato nel luglio del 2011 all’avvocato, dal quale si faceva corrispondere la somma di 1.500 euro mensili per gli interessi, somma

pagata fino a gennaio del 2014 allorquando veniva ridotta a 800 con rideterminazione del capitale da restituire in 15.000 euro. Infine, veniva ricalcolato l’accordo in 2.000 euro mensili da aprile ad agosto 2015. E ancora: per il prestito in contanti di 3.000 e 4.000 euro, il professionista sarebbe stato costretto a versare, in una ventina di occasioni, il capitale prestato maggiorato di 500 euro.

A Manfra la procura ha contestato anche il reato di estorsione per aver minacciato la vittima, se non pagava, di denunciarla per cessione di cocaina o come mandante di un’aggressione. Sempre estorsione è la contestazione a Manfra e all’albanese per una serie di minacce, estese anche ai familiari, ai colleghi e alla segretaria dello studio. Il tutto per costringere il legale a pagare i ratei o la parte restante in altre occasioni. Stando alle accuse, infine, all’albanese è contestato l’essersi inserito nell’esazione della rata di maggio. A condurre le indagini sono stati i carabinieri della compagnia di Alatri e i finanzieri della tenenza di Fiuggi.

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