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Le folli spese dell'Aeroporto di Frosinone. Struttura fantasma ma costi reali ed enormi
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Le folli spese dell'Aeroporto di Frosinone. Struttura fantasma ma costi reali ed enormi

Frosinone

Un sogno rimasto sulla carta a caro prezzo. Letteralmente. Soltanto di fotocopie il progetto dell'aeroporto di Frosinone è costato circa 130.000 euro. Al netto delle contestazioni penali mosse dalla Procura, che il prosieguo del procedimento giudiziario dirà se sono fondate o meno, le carte dell'inchiesta condotta dalla Digos e coordinata dal sostituto procuratore Adolfo Coletta consentono di addentrarsi nel pazzo mondo - parafrasando il titolo del celebre film dedicato a un aereo delle società partecipate. Mondo sul quale, tra indagini della magistratura e buchi milionari (toccherà anche alla Società per l’Interporto?), anche in provincia di Frosinone è calato un impietoso sipario, ma ci sono stati tempi - succedeva ieri non un secolo fa a Frosinone come altrove - in cui non c’era progetto che non meritasse la sua società per azioni. L’Aeroporto di Frosinone Spa, in questo senso, non si è fatta mancare nulla. Ha volato alto, molto alto, sebbene fosse chiaro a tutti che il progetto era destinato a precipitare rovinosamente.

Nel mirino della magistratura sono finiti i tre presidenti - Francesco Scalia, Giacomo D’Amico e Gabriele Picano - e il direttore generale, Alessandro Minotti. Ma intorno al tavolo dell’Adf si sono seduti in tanti. A cominciare dai componenti dei consigli di amministrazione, tutti evidentemente indispensabili alla causa dell’aeroporto, con gettoni di presenza dai 500 ai mille euro.

Dal 2006 al 2013 sulle poltrone dei Cda si sono succedute 16 persone: i più longevi sono stati Franco Martini (circa 30.000 gettoni di presenza) e Valerio Zoino (circa 20.000 euro di compensi), come quelli riconosciuti ad Antonio Ciotoli (circa 21.000 euro per due mandati) e Antonio Luigi Capogna (circa 17.000 euro per due mandati). Poi per un solo mandato hanno fatto parte del Cda anche Giuseppe Nardoni, Marco Di Torrice, Umberto Grande, Angelo Colmarsi, Piergianni Fiorletta, Mario Popolla, Domenico Marzi, Pietro Abate, Cesare Novelli, Marco Papetti, Franco Testa.

E poi ci sono stati i collegi sindacali, due non uno: uno per l’Adf spa e l’altro per la società Gestione Adf. E ancora i compensi corrisposti ai presidenti: 25.367 a Scalia, che ha restituito 16.778 euro; 49.687 a D’Amico e 83.150 euro a Picano. Meglio di tutti è andata a Minotti che si è portato a casa 212.000 euro essendo stato direttore generale dal 2005 al 2012. Il conto finale, compresi i soldi ai dipendenti, fa circa 780.000 euro.

E con tutto questo via vai, vuoi che non servisse un ufficio? Eccome se è servito: per gli affitti sono stati spesi quasi 18.000 euro, per i mobili 20.000 compreso un solo set ufficio da quasi 2.000 euro. Negli ultimi anni di gestione gli investigatori annotano spese simpatiche: tipo 1.500 euro di tende, ignifughe però; 1.000 euro di cartelline e bloc notes, a colori però; 900 euro per 12 indispensabili cornici. E allora che vuoi che siano 30.000 euro per l’attrezzatura informatica. Spiccioli anche gli 8.000 euro spesi negli anni per il sito web. Che si è volatilizzato nel nulla, come il progetto dell’aeroporto.

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