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Sindacalisti condannati per truffaIntascarono somme illecite dai tesserati
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Sindacalisti condannati per truffa
Intascarono somme illecite dai tesserati

Sora

Sono stati condannati in primo grado a 8 mesi e a un anno di reclusione, pena sospesa, per essersi illegittimamente appropriati di una percentuale delle spettanze dovute ad alcuni operai tesserati che si erano rivolti all’avvocato del sindacato di riferimento dopo la chiusura della cooperativa per cui lavoravano. A finire sotto processo, e per una somma addirittura inferiore ai 2.000 euro, sono stati due sindacalisti operanti nella sede di Sora della Fisascat Cisl - Luciano Santigli e Emilio Rocchi - nelle qualità di segretario generale e consigliere provinciale della stessa sigla.

Secondo le accuse mosse a loro carico, entrambi (e in diversa misura) avrebbero fatto falsamente credere ai dipendenti di una cooperativa che si erano rivolti al sindacato per ottenere dall’Inps il pagamento della liquidazione Tfr spettante con il fallimento della società per cui lavoravano (e che si erano rivolti all’avvocato convenzionato con il sindacato) di essere «legittimati a ricevere direttamente una percentuale di queste spettanze».

Una percentuale che - sempre secondo il castello accusatorio - sarebbe stata valutata al 10% delle somme recuperate (onorario che, in verità, le lavoratrici avrebbero dovuto versare come originariamente pattuito, nelle mani del legale) “allettando” i lavoratori con una proposta di riduzione al 5% di tale percentuale. Sarebbe stato in questo modo, in base a quanto ricostruito dalla Procura di Cassino, che i due imputati si sarebbero procurati l’ingiusto profitto incamerando il 5% il 30 settembre del 2009 e il 29 gennaio del 2010 con danno per i dipendenti che poi versavano all’avvocato convenzionato il 10% della somma come suo onorario. Quote che, come emerso in udienza, sarebbero addirittura legate a somme - finite nelle casse del sindacato - a dir poco esigue.

Per l’accusa si sarebbe così configurato un danno anche per l’avvocato del sindacato e con un corrispondente danno di immagine per la stessa sigla sindacale. Nella discussione di ieri la difesa dei due imputati ha evidenziato come quel denaro non sarebbe mai confluito nelle tasche dei due imputati, non rappresentando un vantaggio per i sindacalisti accusati di truffa. Dopo la sentenza di primo grado la difesa ha infatti annunciato appello. Tra i legali, gli avvocati Manlio Sera, Vincenzo Galasso e Casinelli.

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