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Sabato 10 Dicembre 2016

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Attacco a Parigi, oltre 140 morti Il racconto dei ciociari  testimoni dell'orrore

Le vie di Parigi subito dopo l'attacco

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Attacco a Parigi, oltre 140 morti
Il racconto dei ciociari testimoni dell'orrore

Frosinone

La Francia, l'Italia e l'Europa si sono svegliate questa mattina con una certezza, finora probabilmente nascosta ma adesso più che mai concreta: quella di essere al centro di un attacco terroristico e militare senza precedenti. Una vera guerra, il cui ultimo atto, quello di ieri sera a Parigi, è stato rivendicato dall'Isis ma che si inquadra in uno scenario ben più vasto, complesso e sempre più difficile da contrastare. 

Oltre 140 i morti finora registrati a Parigi, vittima di una serie di attentati contemporanei e perfettamente coordinati che hanno avuto come epicentro il teatro Bataclan, senza risparmiare altri luoghi come lo stadio dove si disputava un'amichevole tra le nazionali francese e tedesca, ristoranti e luoghi di ritrovo. 

Un attacco condannato da tutto il mondo, laddove forse, probabilmente, la sola condanna non basta più. Il presidente francese Hollande ha dichiarato lo stato di emergenza ed ha chiuso le frontiere. In tutti gli altri Stati d'Europa sono stati innalzati i livelli di attenzione e le misure di sicurezza. Ovviamente anche in Italia, la cui capitale Roma, insieme a Londra, ieri sera nell'atto di rivendicazione dell'Isis è stata indicata come prossimo bersaglio della follia islamica. 

Un silenzio surreale ha accompagnato il risveglio dei parigini, ammesso che qualcuno sia riuscito a dormire, un silenzio la cui ombra si è proiettata anche nel resto di un'Europa attonita, sgomenta, impaurita, incerta (come sempre) su cosa fare, su come contrastare e arginare questa nuova ondata di furia omicida sempre più simile ad una vera guerra.

Numerosi i cittadini ciociari che per lavoro o vacanza ieri sera si trovavano nella capitale francese al momento dell'attacco. Molti hanno subito contattato famiglie e amici per rassicurarli sulle loro condizioni di salute. La maggior parte lo ha fatto telefonicamente, ma in tanti si sono affidati anche a pagine Facebook aperte per l'occasione, quali, ad esempio, "Attacchi terroristici a Parigi", in cui hanno pubblicato post e foto rassicuranti.

Proprio attraverso questo canale poco fa siamo riusciti, scambiando messaggi nella posta privata di Messenger, a parlare con una di loro, Letizia, che, dopo averci ulteriormente rassicurato sulle sue condizioni, ci ha detto di aver sentito distintamente il rumore sordo di tanti colpi di arma da fuoco, il boato di alcune esplosioni e le urla di terrore della gente che scappava da tutte le parti. 

"Ero a qualche isolato di distanza dal teatro Bataclan - ci ha scritto - insieme ad una decina amici, con cui avevamo scelto questo week end per visitare Parigi, stavamo passeggiando dopo aver cenato in un ristorante della zona. All'improvviso abbiamo sentito il rumore delle armi da fuoco e quello di varie esplosioni. Poi abbiamo visto decine di auto della polizia, dell'esercito, mezzi di soccorso sfrecciare all'impazzata, abbiamo sentito l'ululato delle sirene. Abbiamo subito capito che era successo qualcosa di grave, ci siamo informati connettendoci con i cellulari ai siti di informazione e lì abbiamo scoperto cosa stava accadendo a poche centinaia di metri da noi. Immediatamente ci siamo allontanati e ci siamo diretti verso il nostro albergo dove abbiamo passato la notte in bianco".

Poi la linea cade, la connessione rallenta. Proviamo a messaggiare di nuovo ma la conversazione finisce li. La notte intanto lascia il posto al giorno: giorno di dolore e rabbia per tutta l'Europa. Ma anche di silenzio e riflessione. 

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