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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Carne rossa e tumori Coldiretti:

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Carne rossa e tumori
Coldiretti: "Allarme ingiustificato"

Frosinone e provincia

Niente di nuovo, in fin dei conti. Che la carne lavorata o quella rossa troppo cotta fossero potenzialmente cancerogene, soprattutto se assunte in grandi quantità, si sapeva già da tempo. Difficile però paragonarla all’arsenico o all’amianto e sarà complicato anche trovare scritto “nuoce gravemente alla salute” sulle confezioni di carne rossa, salumi, wurstel, salsicce, bacon e così via.

Solo perché queste sostanze sono classificate come cancerogene non significa che il rischio di sviluppare tumore sia uguale ad altre sostanze tossiche. Paragonare un panino al bacon a una sigaretta, insomma, può essere altamente fuorviante e pericoloso. Figuriamoci una succulenta fiorentina o una salsiccia ciociara. La paura c’è. Ma non fa novanta. Solo un italiano su 10, infatti, ha contenuto il proprio consumo di carne e insaccati dopo la pubblicazione del rapporto Oms. È quanto emerge dall’indagine elaborata dalla Coldiretti sugli effetti negativi di un allarmismo ingiustificato in un Paese dove una alimentazione bilanciata basata sui principi della dieta mediterranea ha garantito una longevità da primato (84,6 anni per le donne e 79,8 anni per gli uomini).

«La reazione intelligente dell’opinione pubblica – commenta Giuseppe Campione, direttore della Coldiretti di Frosinone – certifica il buon lavoro di informazione fatto a seguito della pubblicazione della ricerca, ma anche delle precisazioni della Oms, che ha chiarito come nessun alimento debba essere eliminato dalla dieta. La situazione si è normalizzata. Non possiamo danneggiare un settore che oltre ad offrire prodotti sani e sicuri, rappresenta un comparto fondamentale per l’econo - mia nazionale».

Il consumo di carne degli italiani (78 chili a testa) è al di sotto di quello degli americani (125 chili a persona) o degli australiani (120 chili). «Un allarme frettoloso che non ha tenuto conto che – precisa Vinicio Savone, presidente della Coldiretti di Frosinone – i cibi sotto accusa, hot-dog e bacon, vengono consumati nei paesi anglosassoni, ma non fanno parte della tradizione italiana. E poi a Frosinone siamo abituati a consumare carne di qualità. Abbiamo imparato a sceglierla e sappiamo dove acquistarla».

Nel 2015 la spesa degli italiani per la carne è scesa a97euro al mese. Una voce che, incidendo per il 22% sul totale della spesa alimentare, perde per la prima volta il primato, scalzata dall’ortofrutta. «I falsi allarmi lanciati mettono a rischio 180mila posti di lavoro in un settore chiave del Made in Italy, che vale da solo 32 miliardi di euro, un quinto dell'intero agroalimentare tricolore». Spiega il presidente nazionale Roberto Moncalvo.

«Nel nostro Paese - evidenzia - i modelli di consumo della carne si collocano perfettamente all'interno della dieta mediterranea che, fondata su una alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi, è il segreto alla base dei primati di longevità degli italiani, con 84,6 anni per le donne e i 79,8 anni per gli uomini. Le carni italiane sono più sane, perché magre, non trattate con ormoni, a differenza di quelle americane, e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione "doc" che assicurano il benessere e la qualità dell'alimentazione degli animali. E per gli stessi salumi si segue una prassi di lavorazione di tipo naturale a base di sale».

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