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Da stalker a vittima: un incubo senza fine

Il Tribunale di Cassino

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Da stalker a vittima: un incubo senza fine
"Non sono un mostro. Finalmente la verità"

Cassinate

«Non sono un mostro. Finalmente la verità». Sono le parole di un professionista originario di Broccostella, ma da tempo a lavoro anche nel Cassinate, che dopo sei anni è stato assolto con formula piena dalla terribile accusa di stalking. Da stalker a “vittima”in pochi minuti. L’uomo, un rappresentante di 40 anni, ha finalmente messo la parola fine ad una storia difficile che lo aveva visto salire sul banco degli imputati con l’accusa di essersi trasformato dopo la rottura della storia con la sua ex fidanzata in una sorta di “maniaco”.

Dopo otto anni di fidanzamento, la separazione con la sua compagna del Cassinate aveva determinato un vuoto incolmabile nelle loro vite. Rapporti difficili, ma di certo non tali da far trasformare il professionista in uno stalker ben rodato. Queste le accuse, invece, della donna che aveva segnalato alle forze dell’ordine continui pedinamenti, aggressioni e minacce costanti. Quindi l’apertura di un processo a carico del quarantenne per un’ipotesi di stalking.

Ieri il suo legale l’avvocato Anna Ciaraldi, ha rappresentato in aula le difficoltà vissute dall’uomo: «Si tratta di un reato artefatto, costruito a tavolino per creargli seri problemi, anche lavorativi, dalla famiglia della ragazza che dopo8 annidi relazione forse voleva vederla convolare a nozze». Una tesi, questa che ha convinto il giudice Manuel, a fronte della richiesta di reclusione del PM. «È la fine di un incubo durato sei anni», ha commentato stordito l’uomo all’uscita dell’aula.

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