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Violentava le figlie: condannato a 9 anni L'ex compagna:

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Presunta violenza sessuale su minore
nelle stanze del Comune

Cronaca

Potrebbe essere una bomba pronta ad esplodere, di quelle che nella deflagrazione colpiscono qualsiasi cosa nel raggio di pochi metri dal punto d’innesco. Senza pietà. Ferendo anche chi non c’entra nulla con la mano che ha acceso la miccia. Oppure un fuoco di paglia, di quelli destinati a spegnersi dopo aver incenerito lo stelo corto di un’idea infondata e pericolosa. Lontana da una ricostruzione oggettiva delle cose.

Ciò che gli inquirenti stanno cercando di capire è proprio questo: se tra poco tempo si dovrà affrontare un terremoto in grado di fagocitare tutto, trascinando dietro di sè in nome di presunte responsabilità anche persone non direttamente coinvolte. Oppure se si potrà fare un passo indietro, guardando alla verità dei fatti, oltre ogni spinta emotiva. Il problema è che quando la parola violenza viene associata a quella di minore la questione assume connotati e dimensioni enormi, forse proprio per l’indignazione e lo sconcerto causati già soltanto dall’idea, prima ancora che dalla certezza, della turpe azione. Ma quando questa terribile accusa viene mossa in un contesto pubblico, rafforzando l’ipotesi che si sia potuta consumare all’interno di una delle nostre case comunali, il fatto diventa molto più che un caso di coscienza personale. E inizia a creare un vortice di sospetti e paure che difficilmente risparmia coloro che finiscono nella sua prospettiva, risucchiati in un meccanismo terribile. Difficile da smontare.

Il caso di una presunta violenza sessuale su una minore all’interno di uno dei palazzi municipali del Cassinate purtroppo, però, non è solo - o meglio non è più - legato alla sfera di una ipotetica onta condivisa che si trasforma in spregevole sospetto. Purtroppo, dell’ipotesi che un “orco” abbia potuto molestare una ragazzina nelle stanze del potere di una delle tante amministrazioni del nostro territorio se ne sta occupando la Procura della Repubblica di Cassino con un fascicolo finito sulla scrivania della dottoressa Armanini chiamata a fare chiarezza sull’accaduto.

In base alle primissime indiscrezioni trapelate, sembrerebbe che la ragazzina abbia riferito agli inquirenti di essere stata vittima di particolari attenzioni da parte di un uomo, affermando che tutto sarebbe accaduto in una delle tante e anonime stanze del comune. Una situazione delicatissima, tutt’ora al vaglio della magistratura che sta operando con il tatto e la cautela d’obbligo in casi come questo, dove la possibile vittima è da tutelare sopra ogni ragionevole dubbio. Potrebbe trattarsi di un misunderstanding colossale. E l’augurio, vista la situazione, è proprio questo. Perchè se gli inquirenti dovessero avere certezze differenti ci troveremmo ad affrontare quello che si preannuncia un terremoto che difficilmente dimenticheremo.

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