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Sabato 03 Dicembre 2016

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Riforma delle Regioni
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Riforma delle Regioni
"Piuttosto ce ne andiamo con l'Abruzzo"

Frosinone

«Quest’idea è davvero ridicola: semmai è il Lazio che dovrebbe annettere altre regioni limitrofe, visto che siamo noi la seconda regione per il Pil prodotto e per il numero di abitanti. Poi, se proprio dobbiamo accorparci con altri territori, a questo punto tanto vale che ce ne andiamo in Abruzzo».
Del resto, ad appannaggio di questa teoria (che in molti vorrebbero tradotta in pratica) c’è il dato enormedi una mobilità passiva, a cominciare dalla sanità, che riversa cittadini sorani tra Avezzano e L’Aquila. E il sindaco, Ernesto Tersigni, si aggiunge al coro dei “no” sulla proposta Ranucci-Morassut in merito al riordino delle regioni. Il Lazio in Campania non ci va.
«Non ci può andare - sottolinea l’ex assessore provinciale - perché la distanza tra le due regioni è talmente vasta che neanche una linea immaginaria potrebbe ricomprenderle entrambi».

Sindaco, cosa pensa di questa idea di revisione del nostro caro vecchio Stivale?

«Che in questo caso fa rima con pazzia. Non riesco davvero a capire cosa si miri ad ottenere con questa nuova cartina geografica se non unaconfusione generale, causata prima di tutto dalle grandi differenze che il nostro territorio ha con la regione Campania. Parlo di diversità culturali, economiche, storiche, antropologiche, sociali... devo continuare?».

Cosa potete fare voi sindaci?

«Tanto per cominciare abbiamo approvato, durante l’assemblea in Provincia sul bilancio, un ordine del giorno in cui esprimiamo la nostra netta contrarietà alla proposta di legge. Poi, se sarà necessario, andremo in Regione quando si svolgerà il Consiglio straordinario chiesto dal consigliere Abbruzzese. Questa battaglia ci vede tutti sulla stessa barricata»

Mi sta dicendo che, piuttosto, si annette con l’Abruzzo, come molti di voi auspicano?

 «Certamente. La proposta, arrivata dal sindaco di Arpino, Renato Rea, ha sicuramente una ragione di essere: Sora, come territorio e posizione geografica, è molto più simile alla regione abruzzese che non a quella campana. Il limite di questa proposta è che insieme a noi potrebbero venire ben pochi centri della provincia: così come concepita non consentirebbe un’annessione più vasta».

Quante possibilità ci sono, secondo lei, che questa legge vada in porto?

«Pochissime direi. Davvero non riesco a comprendere chi possa votare una divisione dell’Italia così bizzarra. E, per restare in tema, arrivo a dire anche di più: se si doveva procedere con il preciso obiettivo di razionalizzare la spesa, allora era certamente preferibile togliere le Regioni e non le Provincie. Sappiamo tutti che nelle prime c’è il maggior dispendio di denaro...»

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