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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Riforma delle Regioni, Ottaviani attacca:

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani

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Riforma delle Regioni, Ottaviani attacca:
"I senatori non riescono a fare di meglio?"

Frosinone e provincia

«Una proposta di legge sconclusionata». È netto il giudizio del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani sul progetto di riordino delle Regioni presentato da Roberto Morassut e Raffaele Ranucci. Quello che prevede che la provincia di Frosinone, unitamente a quella di Latina, finisca nella circoscrizione Tirrenica, con la Campania. Usa l’ironia Ottaviani e argomenta: «Se qualcuno aveva dubbi circa l’utilità di mantenere il Senato (perfino con la previsione di alcuni capitoli di spesa), la proposta Morassut-Ranucci ha il merito di aver risolto il problema alla radice. Tutti hanno capito come passano il tempo, a due passi da piazza Navona, molti degli inquilini di PalazzoMadama».

Incalza il primo cittadino di Frosinone: «Del resto,mentre si cerca di riavvicinare i cittadini ai propri delegati con la democrazia diretta, dobbiamo ancora assistere alle iniziative di chi, senza aver avuto neppure l’obbligo di votare sé stesso (grazie aduna legge elettorale per la quale è sufficiente la nomina da parte della segreteria), disegna su carta assetti avulsi da ogni contesto. A Ranucci e Morassut consiglio la lettura delle pagine di storia di Francois Menante,il quale trattava l’Italia dei Comuni relativamente al periodo 1100-1350. In quegli anni, infatti, la centralità sulle scelte di ingegneria istituzionale veniva assegnata agli enti municipali e,soprattutto, alla volontà dei cittadini, che venivano amministrati e non frustrati nelle loro prospettive di autodeterminazione. Solo ipotizzare una “transumanza” verso realtà sicuramente importanti ma lontanissime dal Frusinate storicamente e culturalmente, significa vivere in un’altra galassia. Perché poi i parlamentari (non eletti) non presentano leggi per migliorare i collegamenti infrastrutturali tra le province? Promuovendo magari perfino delle opportunità di sviluppo?».

Quindi Nicola Ottaviani sposta il ragionamento sul piano politico e rileva: «Credo però che i cittadini della nostra provincia possano dormire sonni tranquilli, non fosse altro perché una simile ipotesi andrebbe a prevedere la soppressione di autonomie locali fortemente radicate: penso alla Valle d’osta, alle province di Trento e Bolzano, al Friuli Venezia Giulia. Con conseguenze che potrebbero essere molto vicine ai moti insurrezionali del 1848».

Nota ancora Ottaviani: «Probabilmente, prima della definitiva soppressione del Senato, Morassut e Ranucci vogliono lasciare ben impresso una sorta di epitaffio. O più semplicemente stanno cercando di uscire dall’anonimato che li avrebbe inesorabilmente risucchiati in una specie di “buco nero” cosmico e politico. Diciamo la verità: con una riforma di questo genere le prospettive di ripresa e di sviluppo di questo territorio diventerebbero delle chimere. È anche per questo che sinceramente non riesco a capacitarmi di come si pensi di poter calare sulle province assetti del genere. Ripeto però: la “garanzia” è che sono tante le parti del Paese che dovrebbero subire una simile rivoluzione sconclusionata e dannosa». Il ragionamento del sindaco è evidente: quando si arriverà al “redde rationem”, la classe politica dovrà tenere conto che a livello locale potrebbe determinarsi davvero una sorta di “sollevazione”. Fra le altre cose una riforma del genere richiede una legge costituzionale

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