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Domenica 04 Dicembre 2016

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Parla l'ex capitano Gianluca De Angelis «Il Frosinone si salverà»

Scambio di gagliardetti tra i capitani De Angelis e Zola

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Parla l'ex capitano Gianluca De Angelis
«Il Frosinone si salverà»

Frosinone calcio

Il 2004, l’anno in cui iniziò l’ascesa. La stagione sportiva era iniziata tutt’altro che bene per il Frosinone, ma con l’avvento in panchina di Arrigoni i giallazzurri si produssero in una rimonta sensazionale, culminata con la promozione diretta in C1. Nell’ultimo turno il Frosinone vinse per 1-0 a Melfi, mentre i rivali del Brindisi venivano fermati sull’1-1 dall’Igea. Che quella fosse solo la prima di una fantastica serie di promozioni potevano immaginarlo solo quelli dotati di fervida fantasia. Ma è la fantasia il motore del mondo. Capitano di quella squadra era Gianluca De Angelis, che continuò per qualche anno l’avventura canarina in qualità di giocatore e poi di tecnico della Primavera. A lui chiediamo se mai avesse avuto sentore, quel calcio giorno di maggio in Lucania, di trovarsi di fronte al primo passo di una corsa stupefacente, che avrebbe condotto la squadra in massima serie: 

«Il segreto dell’ascesa del Frosinone ha un nome e cognome, Maurizio Stirpe. Nel calcio di oggi tutto nasce  dalla programmazione, non c’è spazio per improvvisare, se non si possiedono basi solide. Ricordo che eravamo partiti decisamente male. Il presidente mi convocò e mi disse di ricordare a tutti i miei compagni di squadra che lui avrebbe comunque rispettato gli impegni, a prescindere dal risultato. Quella fiducia “in bianco”, quella serietà applicata anche in un momento di grande difficoltà tecnica, scosse la squadra. Tutti pensammo che non potevamo deludere una persona così e come andò a finire lo sapete. Posso solo dire che sono felice per la città di Frosinone, per il presidente Stirpe ed anche per un’altra persona che mi sta a cuore, che è Ernesto Salvini».

Al digì l’ex capitano è molto legato e per lui ha parole al miele: «Sono onorato di avere lavorato con Ernesto, perché oltre ad essere un dirigente capace e preparato, è una persona degnissima. Difficile nel calcio di oggi incontrare un uomo così, davvero perbene, onesto, entusiasta».

Ora che il Frosinone è in A, non sarà facile continuare a stupire? 

«Le difficoltà di questo campionato sono di tutta evidenza, perché spesso ci si trova al cospetto di realtà straordinarie a livello tecnico. Ho visto la partita del Frosinone a Roma contro la Lazio e ne ho tratto un’eccellente impressione. Secondo me ha buone possibilità di conservare la massima serie».

A un centrocampista che ha calcato per tanti anni le platee professionistiche non possiamo che chiedere quale sia il centrocampista del Frosinone che più di ogni altro riscuote i consensi di Gianluca De Angelis...

«Per me la risposta è molto semplice, visto che Mirko Gori è  un giocatore che io ho allenato e che è cresciuto vistosamente negli ultimi anni. Credo e spero che possa essere lui la grande rivelazione del Frosinone di quest’anno. Mi piace molto anche Gucher, un giocatore che possiede visione di gioco e carisma e può essere il leader di questa squadra».

Quante possibilità ha in concreto il Frosinone di ottenere la salvezza?

«Se la giocherà alla pari con altre cinque o sei formazioni. Mettendo sul campo caparbietà, coesione, grinta e tecnica, ogni risultato può essere possibile. Personalmente sono fiducioso, è un risultato tutt’altro che scontato, ma sicuramente non impossibile». Capitan De Angelis ci crede, anche se quel giorno a Melfi, mentre il popolo canarino celebrava la conquista della terza serie nazionale, nemmeno il più ottimista dei tifosi ciociari avrebbe osato sperarlo.

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