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Dallo strozzino per i libri delle figlie Metà delle famiglie è a rischio usura
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Dallo strozzino per i libri delle figlie
Metà delle famiglie è a rischio usura

Cassino

Per sconfiggerla ci hanno fatto anche una legge ad hoc, la cosiddetta “legge salva suicidi”, la numero 3 del 2012. Tanta è l’incidenza che il problema ha sulle famiglie in difficoltà. Soprattutto nel Cassinate.
Per capire a fondo come sconfiggere l’usura in un territorio - quello di Cassino - a evidente vocazione commerciale, ma ad altissimo rischio racket, bisogna partire proprio dal sovra indebitamento. Un buco nero che ha finito col risucchiare un numero sempre maggiore di famiglie non più in grado di arrivare a fine mese, spingendole nelle mani degli usurai.
L’analisi in controluce della situazione della città martire e del suo hinterland è offerta dal lavoro costante che lo sportello anti-usura di Cassino porta avanti con dedizione, riservatezza e professionalità, grazie a un team formato da professionisti in grado di offrire un supporto concreto alle persone e alle imprese in difficoltà.
Nel 2015 i nuovi casi registrati dallo sportello anti-usura sono 18. Che sommati ai 30 del 2014 fanno lievitare le vittime a 48.

L’indagine
Volendo approfondire l’analisi si tratta di 10 famiglie scivolate proprio nel baratro del sovraindebitamento: 4 a Cassino, 4 nel Cassinate, 2 nel Sorano. Guardando la situazione nella sua interezza appare che complessivamente le famiglie cassinati in sovraindebitamento oscillino tra il 45 e il 50%, risultando a rischio usura. Tutte situazioni in cui la perdita improvvisa di lavoro da parte dell’unico membro in grado di far fronte alle spese quotidiane ha determinato l’impossibilità di onorare mutui o finanziarie contratti per diverse ragioni. «Si passa da piccoli prestiti per cercare di tamponare imprevisti e spese inattese a vere e proprie richieste d’accesso a mutui per far studiare i propri ragazzi, a cui si vuole offrire una migliore qualità di vita» ha spiegato il presidente dello sportello di Cassino, il dottor Bruno Vacca. A questo vanno aggiunte le richieste di accesso al credito per i matrimoni dei propri figli o per aiutarli quando perdono il lavoro.
Al primo posto, però, resta sempre la necessità di far fronte alle rate per riuscire a non perdere la casa. In due, massimo tre anni, a seguito di un banale e contingente imprevisto, il sovra indebitamento diventa realtà in nuclei familiari che prima conducevano uno stile di vita normale. E si scivola spesso nel baratro dei prestiti a strozzo. «Poi c’è il problema legato al cattivo uso del denaro. E non è di certo secondario alla perdita del posto di lavoro» ha continuato Vacca. Sempre più donne rispetto agli uomini sono rapite dall’impulso irrefrenabile di utilizzare le carte di credito per spese pazze, sforando di gran lunga il tetto massimo del plafond previsto. «L’elemento nuovo nel cattivo uso dei bancomat riguarda purtroppo sempre più spesso i tentativi disperati di aiutare i propri figli disoccupati o inoccupati». Così si ricorre a finanziarie per pagare debiti fuori controllo, per acquistare i libri, computer e auto ai propri ragazzi mettendo in atto un meccanismo auto distruttivo.

L’inferno dell’usura
Le categorie più colpite, volendo guardare a fondo nel tessuto economico del territorio, sono ora proprio i professionisti. Se fino a poco tempo fa il problema sembrava riguardare operai in cassa integrazione o pensionati in difficoltà negli ultimi tempi anche giovani avvocati, geometri, ingegneri e liberi professionisti facilmente arrivano sul baratro dell’indebitamento. E spesso finiscono risucchiati dall’usura. Sei i recenti casi di usura - non disgiunti da pratiche o tentativi di estorsione - le cui vittime (1 a Cassino, 1 a Frosinone e 4 nel Sorano) sono risultate per lo più commercianti. Insospettabili. Che arrivano a perdere persino il proprio il negozio. Quando le spese superano di gran lunga le entrate e gli affitti diventano impossibili, ecco che si trasformano in “trafficanti” pronti a barattare la propria vita con la chance di riottenere tutto attraverso prestiti usurai. «Troppo spesso lo strozzino “di prossimità”, quello a cui si ricorre attraverso colleghi e amici viene visto come un benefattore. Quando la situazione non è più gestibile ci si rende conto di aver intrapreso una strada sbagliata, che poche volte viene abbandonata. Ma attraverso il nostro sostegno è possibile uscire dall’inferno dell’usura».

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