A lanciare l'allarme è il direttivo provinciale dell'Avis, l'Associazione volontari italiani del sangue. In una nota si legge che «infermieri e medici protestano per il mancato pagamento degli straordinari di oltre quattro mesi e potrebbero non andare più presso le sedi Avis della provincia di Frosinone per effettuare la raccolta sangue». Ancora: «Le nostre sezioni Avis hanno investito tempo, risorse economiche ed energie per adeguarsi alle normative di legge, e non vogliamo francamente vedere vanificati i nostri sforzi. Ricordiamo che la Regione Lazio spende ogni anno circa 20 milioni di euro per acquistare sangue fuori regione. Noi facciamo volontariato, effettuiamo la chiamata al donatore, lavoriamo per raggiungere l'autosufficienza nella Regione con impegno e sacrifici». L'Avis chiede di poter effettuare la raccolta del sangue in maniera associativa, per conto proprio insomma. La professoressa Isabella Mastrobuono, direttore generale della Asl di Frosinone, risponde: «Nessuno vuole sospendere le donazioni di sangue e nessuno pensa di non pagare gli straordinari. Il problema è diverso e va ricondotto in quelle che sono le normative e le regole. L'Azienda Sanitaria Locale di Frosinone ha pagato tutti gli straordinari dovuti. Stiamo semplicemente effettuando dei controlli su alcune situazioni nelle quali risulta superato il limite delle 250 ore di straordinario all'anno. Limite che non abbiamo messo noi. Ma questo non significa che gli straordinari non saranno pagati in assoluto».