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Martedì 06 Dicembre 2016

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Terme, per quarantotto dipendenti scatta la Cig in deroga

L'ingresso di uno degli impianti termali di Fiuggi

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L' Inps richiede i soldi
Sconcerto tra i lavoratori

Fiuggi

Assume sempre più i contorni di un mistero quello della cassa integrazione in deroga, percepita dai lavoratori delle Terme nel febbraio 2008, con l’Inps che nei giorni scorsi, a distanza di sette anni è tornata a richiedere agli stessi l’importo a suo tempo percepito. Il mistero s’infittisce sempre più, degno ormai dei migliori romanzi gialli. È infatti di queste ore la notizia che in Regione Lazio non esisterebbe traccia che autorizzi sul piano finanziario la copertura di quella cassa integrazione in deroga, nonostante gli accordi sottoscritti a suo tempo con le organizzazioni sindacali.

Così, in quella che somiglia sempre più ad una “via crucis” nella burocrazia italiana, qualche voce esile e lontana sembrerebbe indicare la strada di una “Cassa Integrazione in deroga Ministeriale”, visto che la allora società di gestione Fiuggiterme srl in liquidazione presso il Tribunale di Velletri, perché controllata dal Consorzio Gaia anch’esso in liquidazione aveva sede in Colleferro, e nel frattempo era gestita da un Commissario Straordinario, del quale nel merito, nonostante più volte i suoi uffici sollecitati dal sindacato, non si hanno notizie. La speranza comunque è sempre l’ultima a morire. Vallo però a spiegare all’Inps che i soldi erogati li rivuole indietro eccome. Dove sui terminali della stessa in effetti sembrerebbe essere mai giunta la necessaria autorizzazione per via telematica sulla copertura finanziaria come prevede la legge.

Vallo a spiegare soprattutto ai lavoratori interessati. I quali continuano a chiedersi “chi ha autorizzato la cassa integrazione in deroga e perché mai è stata pagata?”. È certo invece che l’intera materia rischia di finire presso la Procura della Repubblica di Frosinone perché per quanto il mistero possa dirsi infittito, qualcuno prima o poi dovrà pure rendere conto di come sono stati spesi i soldi pubblici o comunque chi dovrà risarcire l’eventuale danno a carico dei lavoratori.

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