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Morti bianche in aumento Ciociaria 11sima per infortuni mortali
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Morti bianche in aumento
Ciociaria 11sima per infortuni mortali

Frosinone e provincia

Allarme infortuni sul lavoro. Nei primi otto mesi dell'anno a Frosinone, come nel resto d'Italia, si è registrato un incremento del fenomeno. Lo rivela il rapporto dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering. Un dato su tutti spicca: i sette decessi nel Frusinate nei primi otto mesi dell'anno quando in tutto il triennio 2011-2013 erano stati 21. Il record negativo resta comunque nel 2011 quanto in tutta la Ciociaria si contarono 13 morti bianche.

Lo studio di Vega ha considerato l'incidenza degli infortuni mortali sulla popolazione lavorativa in modo da avere un termine di paragone tra province diversissime tra loro per numero di residenti e impiegati. In base a queste cifre il 2011 vede Frosinone al quinto posto in Italia con un indice di 76,8. L’anno successivo, però, c’è stata la discesa al settantesimo posto. Nel 2013 con un incidenza di 30,7 il Frusinate è risalito alla 29esima posizione. Nel triennio dunque la Ciociaria si piazza al 15esimo posto. Ecco allora che il 21esimo nei primi mesi del 2015 è un dato tutt’altro che positivo.

Nel triennio 2011-2013 è il Centro Italia la zona soggetta a più infortuni mortali sul lavoro. Considerando l’incidenza, invece, il territorio maggiormente interessato è rappresentato dalle isole. Sul fronte delle regioni la Valle d’Aosta è stata quella più colpita nel 2011, mentre l’Abruzzo lo è stato negli altri due anni. «Durante il triennio 2011-2012-2013 i settori economici più colpiti risultano “agricoltura, caccia, pesca, silvicoltura” e “costruzioni” - si legge nel rapporto - Il settore “costruzioni”, in termini assoluti, ha subito una forte diminuzione dei casi nell’ultimo anno: 84 casi nel 2013, 120 casi nel 2012 e 122 nel 2011, probabilmente dovuta alla crisi economica del settore».

Un altro settore colpito da infortuni mortali è il commercio che, soprattutto nel 2011, ha sofferto 74 casi. Nel settore agricoltura, caccia e pesca gli infortuni mortali colpiscono sempre più le persone anziane, ovvero il 48% nel 2013 è più di 65 anni. La principale causa di morte resta il ribaltamento del veicolo o di un mezzo in movimento, nello specifico del trattore. Tra le altre cause ricorrenti di morte ci sono la caduta dall’alto o lo schiacciamento con 75 casi nel triennio, l’investimento da un mezzo semovente (42 casi), la caduta di persona dall’alto (44), il contatto con organi lavorativi in movimenti (34).

«I dati del triennio - continua il rapporto - hanno confermato che la drammatica situazione degli agricoltori si verifica maggiormente in tarda età. Nella maggior parte la causa deve essere attribuita all’inadeguatezza dei vecchi mezzi agricoli utilizzati per lo svolgimento dell’attività, non soggetti ad adeguamenti alle più recenti indicazioni di settore».

Nelle costruzioni, invece, la causa di morte più frequente risulta essere la caduta di persona dall’alto con 167 episodi nel triennio. Altra situazione di rischio è la caduta dall’alto di travi o schiacciamento (64). Tra le principali cause di morti bianche c’è la caduta dell’alto. In questo ambito «sono più frequenti gli infortuni mortali conseguenti a cadute da altezza compresa tra 1 e 10 metri», osservano da Vega per concludere che «non servono grandi altezze per morire». Ma non solo, nella maggior parte degli eventi, si legge ancora nel dossier, «il lavoratore non aveva indossato dispositivi di protezione individuale adeguati. Questo fenomeno ha dimostrato la scarsissima attenzione ancora oggi posta alla corretta “progettazione” del lavoro in quota». Quanto al ribaltamento del mezzo al primo posto tra i veicoli più pericolosi c’è il trattore. Basti pensare che nel 2013 su 130 casi di ribaltamento 119 hanno riguardato un trattore.

Maggio e giungo sono i mesi più pericolosi, quelli con più infortuni nel 2013 e nel 2012. Al contrario i mesi con il minor numero di incidenti corrispondono ai periodi più rigidi dell’anno come gennaio, marzo e dicembre. Un fenomeno legato alla stagionalità di alcuni lavori e al fatto che molti infortuni avvengono in agricoltura e nelle costruzioni.

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