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Domenica 04 Dicembre 2016

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Incubo esondazioni L'opposizione incalza

Il fiume Liri in piena

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Incubo esondazioni
L'opposizione incalza

Sora

Pericolo straripamenti del Liri. Le stagioni autunnali e invernali sono state molto spesso in passato causa di alluvioni, soprattutto nel tratto del corso d’acqua situato appena dopo l’attraversamento del centro cittadino.
Le contrade della Selva, Tofaro, Baiolardo così diventavano ogni anno teatro di paesaggi spettrali, terreni e case allegate con tutto ciò che ne conseguiva in termini di problemi per i residenti.

La situazione è migliorata dagli anni ’90, dopo numerosi lavori di sistemazione delle sponde del Liri, quando gli straripamenti sono diventati più sporadici e legati a fattori quali l’arrivo di grosse masse d’acqua dalla diga del Fucino oppure dalla mancata pulizia di argini e dell’alveo. Ora il pericolo potrebbe essere causato, secondo il grido d’allarme ribadito dagli otto consiglieri di minoranza, ma nei mesi scorsi ripreso anche da comitati ed associazioni, pure dalla presenza dello sbarramento per rendere il Liri navigabile, che si stava realizzando vicino al ponte città di Vaughan, i cui lavori sono stati poi bloccati a seguito di un sopralluogo dell’Ardis e alla conseguente informativa inviata alla Procura della Repubblica.

Nel mirino l’opera di sbarramento che si sta realizzando vicino al ponte
di Vaughan per rendere il fiume Liri navigabile

I componenti dell’opposizione (Ascione, Baratta, Caschera, De Donatis, Farina, Iula, Lecce e Mosticone)hanno così lanciato un nuovo accorato «appello pubblico a Procura, Regione Lazio, Protezione Civile, locale, regionale e nazionale, affinché si proceda celermente a fare chiarezza sui pericoli e, se accertati, a dare avvio a ogni operazione di rimozione degli stessi”». La minoranza stigmatizza inoltre la mancata risposta da parte dell’amministrazione alle ripetute richieste di conoscere «quale era la situazione della diga nel fiume Liri, in merito all'informativa di reato penale seguita al sopralluogo della polizia idraulica dell'11 novembre scorso», ricordando che il tutto è scaturito peraltro da una precisa «richiesta dell’opposizione di un consiglio comunale straordinario aperto alle spiegazioni di chi aveva autorizzato quelle opere, in modo particolare l’Ardis». Ma «l’Ardis, attraverso il suo direttore Lasagna, ci fece sapere che, sarebbe potuta intervenire solo dopo il famigerato sopralluogo dell'11 novembre». Poi «con l'informativa di reato penale alla Magistratura seguita a quel sopralluogo, il dottor Lasagna, giustificò la sua impossibilità a intervenire in Consiglio, scrivendoci che la competenza passava alla magistratura».

Da allora, però, «è passato quasi un anno, è sparito il cartello dei lavori, sono spariti operai e mezzi».

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