Se vogliamo mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi per non vedere quello che è successo in queste prime tre giornate del campionato di serie A, entreremmo nella schiera di chi continua a sostenere che il Frosinone di Roberto Stellone sta pagando il noviziato nella massima serie e per questo ha zero in classifica essendo uscito battuto al Comunale dal Torino di Giampiero Ventura e dalla Roma di Rudi Garcia e in trasferta dall’Atalanta di Eddy Reja. Il noviziato non si paga soltanto nello sport, ma anche in tutte le altre realtà che si affrontano nelle vesti di matricola. Ma siamo sicuri che poi, come nel caso del Frosinone, non ci siano state, almeno in due delle tre partite finora disputate, altri fattori che hanno determinato il risultato finale delle gare?
Se l’arbitro Banti di Livorno avesse rilevato, a inizio ripresa di Frosinone-Torino, gli estremi del rigore nell’intervento con il quale Maksimovic stese Dionisi lanciato a rete, siamo sicuri che la partita si sarebbe conclusa con il successo dei granata per due a uno? I canarini erano in vantaggio grazie alla rete di Soddimo e, realizzando il rigore negato, avrebbero messo una seria ipoteca sui tre punti. Ma l’arbitro può sbagliare e non vogliano dire che Banti ha visto e non ha fischiato ma solo che l’errore ci può stare. Alla fine, però, i canarini rimasero a secco di punti.

È troppo
semplicistico
parlare solo
di pedaggio
da pagare
per la prima
volta in A

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