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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Operazione "Vetro Pulito", Asl e Regione vittime del raggiro
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Operazione "Vetro Pulito", Asl e Regione vittime del raggiro

Frosinone

Mezzo milione di multa per tre ospedali della provincia di Frosinone. Sono accusati di aver violato le norme amministrative che regolano lo smaltimento dei rifiuti. Ad applicare le sanzioni, così come disposto dalla Procura, dovrà essere l’Amministrazione provinciale. Ma nell’aria c’è anche una doppia costituzione di parte civile, nel caso di rinvio a giudizio delle persone coinvolte nell’operazione “”Vetro Pulito”. Regione Lazio e Asl di via Armando Fabi attendono solo la decisione del giudice per le udienze preliminari. A quel punto Pisana e azienda sanitaria potrebbero dichiararsi “vittime” di quello che per ora è un presunto traffico illecito di rifiuti ospedalieri.

L’inchiesta della divisione distrettuale antimafia, oltre agli aspetti giudiziari, fa registrare risvolti amministrativi ma anche politici. Tanto che il consigliere regionale Mario Abbruzzese ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «Per sapere, aldilà delle inchieste giudiziarie che attengono ad altri contesti e altre autorità, quali provvedimenti intende assumere la Regione, per chiarire l’affidabilità delle aziende che svolgono i servizi di smaltimento di rifiuti ospedalieri nel Lazio, sia in sede di affidamento, sia durante l’espletamento del suddetto servizio».

Le procure di Roma e di Frosinone hanno, infatti, emesso dieci richieste di rinvio a giudizio, nei confronti di altrettanti soggetti, per il presunto traffico illecito di rifiuti ospedalieri. L’accusa va dalla truffa aggravata alla frode in forniture pubbliche. Le indagini, condotte dal Nucleo investigativo della Forestale, ipotizzano che le aziende smaltivano in maniera illecita i rifiuti sanitari degli ospedali di Frosinone, Sora, Cassino, Pontecorvo, Rieti e dei Policlinici Umberto I e Casilino di Roma.

La società incaricata, stando alle indagini, conferiva abusivamente come non pericolosi presso un’azienda di Frosinone ingenti quantitativi di flaconi in vetro, ancora pieni di medicinali in tutto o in parte di prodotto. In un ospedale, inoltre, è stato riscontrato dagli agenti che tutto il vetro scaturito dalle attività sanitarie dei reparti veniva immesso in un unico contenitore, dove è stata accertata la presenza del percolato derivante dal contenuto dei rifiuti. Gli uomini del Nipaf hanno trovato anche flaconi insieme a materiale connesso ad attività di tipo sanitario, quali cannule per flebo, aghi, garze, deflussori, siringhe, guanti in lattice in alcuni casi contaminati da sangue e quindi pericolosi e a rischio infettivo, smaltiti come non pericolosi.

«Si tratta di una vicenda estremamente grave e delicata». Commenta il consigliere regionale Mario Abbruzzese. «Perché da un lato i rifiuti ospedalieri, che per la loro natura devono essere maneggiati con estrema cautela, cura e precauzioni, sembrano non siano stati trattati nella giusta maniera; dall’altro perché le aziende ospedaliere per questo servizio pagano un costo onerosissimo che, di riflesso, grava anche sui cittadini».

Da chiarire, infatti, anche la questione relativa alla quantità di rifiuti smaltiti. La società incaricata, secondo il Nipaf della Forestale, alterava i pesi con la complicità dell’azienda frusinate, alla quale conferiva gli stessi, ottenendo così un enorme profitto a danno della Asl di Frosinone. In sostanza, non pesando i carichi di rifiuti presso gli ospedali, le due società potevano gonfiare il peso degli stessi a destinazione, ricavando un indebito profitto».

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