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Sull'abusivismo è alta tensione in Consiglio tra maggioranza e opposizione

Una seduta del consiglio comunale di Alatri

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Sull'abusivismo è alta tensione in Consiglio tra maggioranza e opposizione

Alatri

Urbanistica in primo piano nel lungo consiglio comunale svoltosi nella giornata di ieri. Sul tavolo, le dichiarazioni di pubblica utilità per quattro fabbricati abusivi, non più sanabili, e già acquisiti al patrimonio pubblico. Una questione che ha diviso maggioranza e opposizione e su cui diverse sono state le linee d’azione e interpretazione. Un argomento – come detto anche nei giorni scorsi – scivoloso e spinoso con forti implicazioni sul piano sociale.

Non è un caso che, fin dalle prime battute, alcuni esponenti della minoranza abbiano parlato di “possibili tensioni sociali” con i colleghi di governo a ricordare di dover sbrogliare una matassa complessa (“Situazione difficile e imbarazzante”, ha dichiarato un membro del Pd). Come è noto, le quattro strutture in esame erano un edificio a due piani in Via Maranillo, un capannone in Via Circonvallazione Basciano, un fabbricato in Via Termini d’Alatri, mentre l’ultimo si trova lungo la Sp Colleforno di Tecchiena: per tutte e quattro, l’assessore all’urbanistica Alessia Santoro ha prospettato la soluzione di pubblica utilità per attività socio-assistenziali, magazzino e autorimessa. Unica alternativa alla demolizione.

La minoranza, nelle persone di Antonello Iannarilli, Enrico Pavia e Tarcisio Tarquini, ha richiesto più volte a gran voce un rinvio della discussione per studiare un percorso condiviso nel tentativo di reperire strade in grado di salvare il salvabile,gestendo al meglio il possibile turbamento sociale che potrebbe derivare dalla situazione odierna. Proposte sempre respinte dal sindaco Giuseppe Morini e dalla maggioranza: «Nessuno ha il coraggio di assumersi le responsabilità – ha dichiarato il primo cittadino –Alcuni nel passato hanno lucrato politicamente su questa situazione, oggi noi applichiamo la legge e il rispetto delle norme».

Unica eccezione è stata fatta per lo stabile di Via Maranillo, per il quale è stato domandato un’integrazione di documenti in quanto potrebbe sussistere un preciso vincolo di natura ambientale: la prospettiva, in ultima analisi, è il suo abbattimento. Quali adesso i futuri passi? Buttar fuori le famiglie che oggi sono all’interno di questi fabbricati? Si è parlato di “indennità di occupazione”, ma si tratta di un provvedimento che ancora deve essere studiato ed elaborato dall’amministrazione comunale.

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