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Ospedale Santa Scolastica di Cassino

L'ospedale Santa Scolastica di Cassino

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Profughi con sospetta meningite. Caos in corsia

Cassino

Sono arrivati per essere visitati al Pronto soccorso di Cassino. E si è scatenato il panico. Non perchè fossero profughi, certo. Ma perchè le loro condizioni hanno ingenerato il sospetto che due dei cinque fossero affetti da tubercolosi e meningite.

La fotografia

Tosse con presenza di sangue. Febbre e mal di testa per l’altro paziente, che sembrerebbe sia stato affetto da meningite. Almeno secondo i beninformati. Sono bastate due parole ieri a mandare in tilt il Pronto soccorso di Cassino, dove in fila per una visita c’erano anche mamme e bambini. La polemica si è nutrita del timore che i due cittadini stranieri potessero aver contratto o risultare affetti dalle gravi malattie infettive. Tanto che alcuni dei presenti in fila (probabilmente i meno gravi) non sono riusciti ad attendere che le risultanze mediche certificassero una reale situazione di pericolo. E sono andati via.

«A noi dispiace molto, ma la situazione è drammatica. Il solo timore che i profughi possano arrivare al Pronto soccorso affetti da malattie infettive ci fa infuriare: per loro - ha dichiarato una mamma con il suo piccolo tra le braccia - è necessario e sacrosanto il diritto ad essere curati. Però, vista la situazione, anche noi abbiamo diritto a tutelare i nostri bambini. Perchè non istituire un punto di primo intervento in cui visitare i profughi che presentano patologie o comunque sintomi particolari prima ancora di decidere dove poterli indirizzare?». La questione ieri si è fatta seria. Perchè se da un lato si rischia di sollevare polemiche superficiali e ingenerare paure immotivate, dall’altro si rischia allo stesso modo di non offrire le dovute rassicurazioni agli utenti.

Se i sintomi rilevati studiando la situazione dei due dei cinque cittadini stranieri dovessero aver fatto ritenere plausibile la presenza di malattie infettive pericolose, siamo certi che l’ospedale non avrebbe atteso neppure un attimo ad adottare le dovute precauzioni. «Quello che non capiamo - hanno dichiarato altri utenti fuori dall’ospedale - è perchè non mandino subito i pazienti a rischio o con sintomi preoccupanti direttamente al reparto di malattie infettive a Frosinone. Siamo davvero spaventati». 

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