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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Una crisi inarrestabile: la disperata richiesta d'aiuto di una madre
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Una crisi inarrestabile: la disperata richiesta d'aiuto di una madre

Fiuggi

Quando arrivi alle redazioni dei giornali dopo averle provate tutte, decidi quindi di rendere pubblico il tuo dramma, allora il quadro nel suo insieme è veramente disperato. È questo il caso di L.T. divorziata con un periodo di separazione alle spalle molto travagliato. Tre figli a carico con l’ex marito neanche a dirlo disoccupato e quindi impossibilitato nel garantire gli alimenti ai figli. Storie di ordinaria disperazione a Fiuggi,dove migliaia di posti di lavoro sono andati perduti nelle attività alberghiere e non solo e dove la signora ed il marito per lunghi anni sono stati occupati. Due ex buste paga finite nel macero di una crisi che è molto più grave e sotto stimata di quanto appare.

Drammi famigliari che si consumano spesso nel silenzio delle quattro mura domestiche, per chi riesce ancora salvarle prima che l’istituto di credito di turno provi a portarle via. Incubi ad occhi aperti fatti di silenzi e singhiozzi, di orgoglio e dignità, di consumi di psico farmaci aumentati in modo esponenziale. Questa è anche la vita quotidiana di L.T. questo ci ha raccontato ieri l’altro chiedendo aiuto a noi, lei come tanti altri, con la speranza purtroppo vana che qualche misera riga del nostro inchiostro possa in qualche modo esserle di aiuto nel breve tempo, magari fosse possibile,passeremo tutte le nostre giornate a raccontare storie come questa.

Ci corre però l’obbligo ancora una volta di segnalare a quanti si sono candidati alla guida della città che le storie come quelle di L.T. sono ormai la quotidianità. A loro spetta il compito, perché questo hanno scelto di fare, di rimboccarsi le maniche e trovare risposte sociali degne di una città civile. Perché ad oggi nulla o tropo poco è stato fatto in questo senso, chiacchiere a parte. Alle classi politiche locali giriamo la domanda di L.T. quando con diverse bollette di luce e gas sgualcite e bagnate dal suo pianto ininterrotto ci ha chiesto: «Queste come faccio a pagarle? Con due mesi di lavoro l’anno come faccio a tirare avanti con i miei figli? Se fossi più giovane andrei a prostituirmi, neanche quello però posso fare». Se a tutto questo sei costretto ad assistere con frequenze sempre più continue, allora si spiega anche perché ti passa la voglia di assistere ai Consigli Comunali, diventati ormai luoghi surreali.

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