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Domenica 04 Dicembre 2016

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Minaccia il complice. Dopo la denuncia l’arresto
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Minaccia il complice. Dopo la denuncia l’arresto

Frosinone

La scorsa settimana erano stati denunciati per ricettazione. Viaggiavano su una Toyota Yaris rubata alla stazione di Frosinone lunedì 3 ottobre. Si tratta di tre egiziani, che lavorano in un lavaggio di automobili. All’uscita dalla questura nasce una discussione con uno dei tre che minaccia di morte il connazionale: «È colpa tua se ci hanno fermato, ora mi devi pagare», sostiene. E chiede per il“disturbo” 600 euro.

La vittima, impaurita, a quel punto torna indietro e riferisce in questura quanto gli è successo. Così gli agenti si mettono d’accordo con l’egiziano e organizzano una trappola per incastrare l’estortore. Si predispone un piano per far sì che la vittima finga di acconsentire alla richiesta di denaro, pervenutagli per telefono, e si accordi per un appuntamento. La dazione del denaro deve avvenire alla villa comunale. Ma oltre all’egiziano ci sono gli agenti delle volanti della questura di Frosinone, appostati non distante.

Gli uomini diretti dal vice questore Giuseppe Di Franco organizzano uno specifico servizio, coordinato dal commissario capo Flavio Genovesi. L’estortore si presenta all’appuntamento con altri tre egiziani, di cui uno residente aSora eun minorenne. Dopo la consegna del denaro, trecento euro, non contenti di quanto avuto, i quattro iniziano a strattonare il malcapitato. È il momento di intervenire per la polizia. Gli agenti bloccano il quartetto. Nelle tasche di uno di questi, un diciannovenne ci sono le banconote, sei pezzi da cinquanta euro, appena consegnategli dalla vittima. In più, nel giubbino, salta fuori anche un coltello a serramanico da 14 centimetri con una lama da 6,5 centimetri.

Arma e telefoni cellulari usati per concordare l’appuntamento vengono sequestrati. Dagli accerta- menti, anche con l’esame del Dna, come prevede la legge, emerge che uno dei quattro è minorenne. Quest’ultimo viene de- nunciato e riaffidato alla casa famiglia che lo ospita. Gli altri tre vengono posti agli arresti domiciliari in attesa della convalida

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