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Martedì 06 Dicembre 2016

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Capodarco, battaglia bipartisan. 120 lavoratori rischiano il trasferimento a Pomezia

La Asl di Frosinone

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Capodarco, battaglia bipartisan. 120 lavoratori rischiano il trasferimento a Pomezia

Frosinone

Il rischio che corrono è quello di andare a lavorare a Pomezia. Sono i 120 lavoratori delle Capodarco, la cooperativa che gestisce il recup e il call center della Asl di Frosinone. Uno spiraglio arriva dalla stessa azienda sanitaria.

«Abbiamo appreso che la Coop Capodarco - spiegano da via Fabi – avrebbe intenzione di trasferirela propria sede a Pomezia. Al fine di contribuire alla soluzione della problematica, la Asl è disposta a rendere utilizzabili locali, strutture tecniche e collegamenti idonei (banda larga, etc.) e dare la possibilità alla stessa cooperativa di valutare se ciò permette di rivedere gli intendimenti».

Sulla questione intervengono anche il consigliere provinciale Danilo Magliocchetti e la senatrice Maria Spilabotte: «La Regione Lazio - evidenzia Magliocchetti - deve scongiurare ogni ipotesi di eventuale trasferimento della sede della Capodarco, da Frosinone a Pomezia. A questo punto, sia il presidente Zingaretti, che il responsabile della cabina di regia per la sanità regionale Alessio D’Amato, devono convocare, al più presto, i responsabili della Cooperativa in Regione, allo scopo di avere rassicurazioni circa l’ipotizzato trasferimento e, eventualmente, individuare misure alternative allo spostamento. A tal fine, bene ha fatto la Senatrice Maria Spilabotte nel richiedere un tavolo istituzionale in tal senso. Certo è che la Regione, interlocutore principale di riferimento nella fattispecie in esame, deve far sentire fino in fondo la propria voce e tutta la propria autorevolezza nella risoluzione della delicata vicenda. Giova ricordare che attualmente la società che gestisce il Recup, il call center delle prenotazioni sanitarie in provincia di Frosinone, occupa circa 130 dipendenti alcuni dei quali, circa 50 lavoratori con gravi disabilità. E’ pertanto impensabile che queste persone possano andare a lavorare ogni giorno a Pomezia. Pur comprendendo la necessità della Capodarco di ridurre i costi, non è tuttavia accettabile che questi oneri ricadano pressoché interamente sui lavoratori, i quali, specialmente quelli con grave disabilità, rischiano di vedere seriamente compromesso il proprio futuro occupazionale. Non possiamo consentire un ulteriore impoverimento del territorio, sia dal punto di vista lavorativo, che dal punto di vista dell’offerta dei servizi sanitari. Mi sento di poter affermare, senza tema di smentita, che il trasferimento di un lavoratore da Frosinone a Pomezia ancor più con disabilità, non costituisca, in alcun modo, continuità lavorativa alle migliori condizioni economiche e sociali. Per questo, sarebbe quanto mai necessaria, anzi indispensabile, sentire una voce unitaria e corale, senza alcuna etichetta partitica, da parte di tutto il territorio».

Intanto la senatrice Maria Spilabotte incassa la disponibilità del Prefetto che considera prioritaria la questione della Capodarco. la parlamentare Dem, dopo aver sentito il commissario della Asl Macchitella, ha avuto dallo stesso la disponibilità dei locali dell’azienda sanitaria frusinate anche con la possibilità di usufruire della connessione ad internet al fine di evitare lo spostamento della Capodarco. «Ringrazio il prefetto Zarrilli e il commissario Macchitella - afferma la Spilabotte - per l’attenzione che hanno mostrato alla vicenda. La decisione ora rimane in capo alle amministratrici giudiziarie ma la questione economica che era stata sollevata quale giustificazione allo spostamento della sede è totalmente risolta. Noi continueremo a sostenere i lavoratori per far sì che la sede della cooperativa resti a Frosinone».

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