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Brogli elettorali. Partono le perizie calligrafiche
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Brogli elettorali. La verità nelle pagine segrete

Cassino

C’è un tempo e un rumore per ogni cosa. Il tempo che servirà ai periti per capire e quello che servirà agli inquirenti per approfondire. E il rumore delle penne e delle matite che sono scivolate sui fogli, tanti fogli, all’interno delle stanze della caserma di Cassino. Blindatissima.

Un’ora per la segretaria, poco più di quaranta minuti per una scrutatrice. Tempi simili anche per gli altri scrutatori, che lo ribadiamo non sono indagati (4 in tutto): tanto ci è voluto per scrivere i propri nomi e quelli “di qualcun altro”, come trapelato fuori dai cancelli della caserma di via Sferracavalli. Nome su cui ora sono puntati tutti gli occhi.

Gli accertamenti

Un’ora abbondante per scrivere in corsivo e in stampatello, con la biro e la matita, nomi e nomi. In primis il suo. Fino a riempire 10 pagine, ora nelle mani del perito nominato dal sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi, titolare dell’inchiesta sui presunti brogli elettorali a Cassino.

La segretaria del seggio 30, quello finito sotto la lente della Procura, è entrata nelle stanze della caserma di Cassino poco dopo le 11.30, accompagnata dal suo legale.

«Si è trattato di un esame molto attento e approfondito che proprio per la sua meticolosità ci fa stare davvero tranquilli - ha ribadito l’avvocato Antonio Fraioli, difensore della giovane segretaria a cui è stato notificato l’avviso di garanzia - È una garanzia importante, questa, a tutela della Distaso, estranea alle accuse mosse nei suoi confronti».

Due gli aspetti affrontati in questo delicato passaggio: quello relativo alle circa 10 schede nei confronti delle quali il sospetto si annida nella possibilità che si sia trattato di schede pre-compilate e inserite nell’urna. E quello legato, invece,alla possibilità di elettori classificati solo come “persona nota” che non avrebbero dovuto esibire un reale documento di identificazione. E che avrebbero potuto, ma ovviamente queste sono solo ipotesi, non essersi proprio presentate nel giorno delle votazioni per il primo turno delle amministrative cittadine al seggio 30. Due punti cardine di un’inchiesta che sembra pian piano divenire più corposa e ramificata.

La seconda perizia  

Intorno alle 16.30, come già si sapeva, è entrata nel palazzo dell’Arma di via Sferracavalli anche una donna nominata tra gli scrutatori del “seggio che scotta”, accompagnata dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola, pur non essendo stata iscritta nel registro degli indagati (come pure gli altri tre scrutatori che si sono presentati in caserma per lo stesso motivo).

Anche per lei in circa 40 minuti fogli e fogli da riempire. Col suo nome, ma anche con altre parole e altri nomi che serviranno a stabilire la verità. Una verità che tutta la cittadinanza attende, non solo una classe politica che al momento preferisce pochi commenti. E che confida, come tutti, nel corretto e certosino operato della magistratura di Cassino che ha delegato proprio i carabinieri per ora occhi puntati anche sulle sezioni 25 e 26. Intanto domani è prevista la perizia anche per il presidente del seggio, assistito dall’avvocato Benedetto Valerio.

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