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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Ciociaria come la Terra dei Fuochi. Nuovi prelievi per sospetti veleni nell'acqua

I nuovi controlli dei carabinieri e dei tecnici dell’Arpa Lazio sul terreno

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Ciociaria come la Terra dei Fuochi. Nuovi prelievi per sospetti veleni nell'acqua

Cassino

Nuovi prelievi dell’Arpa in un’area su cui pende, pesantissima, l’ombra dell’inquinamento. L’ennesimo blitz dei militari della
Compagnia di Cassino, coordinati dal maggiore De Luca e dal tenente Grio, è scattato in una vasta zona a cavallo del territorio di Cassino e del Cassinate dove è stata rilevata la presenza nelle acque di chiazze simili a quelle lasciate da idrocarburi e olii. La stessa, di circa 300 metri quadrati, sottoposta a sequestro il 30 settembre scorso per un sospetto inquinamento
ambientale. I carabinieri insieme ai tecnici hanno provveduto ad effettuare i prelievi delle acque visibilmente inquinate (proprio a causa dalla presenza di chiazze tipicamente d’olio o idrocarburi).

Dopo aver ultimato i necessari rilievi fotografici a corredo del sopralluogo, i carabinieri hanno infatti proceduto ad effettuare i prelievi dei liquami sovrastanti le acque del canale. Tutti i campioni di liquido prelevati sono stati quindi sigillati e inoltrati al laboratorio analisi dell’Asl di Frosinone per le verifiche dei contenuti. Dati che verranno trasmessi all’Autorità giudiziaria competente. 

I precedenti

Nei mesi scorsi la denuncia degli ambientalisti: sversamenti sospetti in un canale che attraversa un campo agricolo. Poi circa 10 giorni fa il sequestro dei carabinieri dell’intera area, dopo aver acquisito i risultati effettuati su alcuni campioni prelevati dall’Arpa. Ieri l’ennesimo blitz per scongiurare l’avvelenamento di tutto il territorio. Già nel mese di maggio acque rosse e fanghi dello stesso colore erano state notate fuoriuscire da alcuni canali della periferia di Cassino, a pochi metri da campi
coltivati a biada e grano. «Se le analisi effettuate dovessero confermare i sospetti di sostanze tossiche sarebbe un fatto grave in grado di mettere in pericolo la popolazione di Cassino», aveva ribadito Edoardo Grossi della Consulta. Ora l’attesa è tutta per i nuovi risultati che potrebbero comprovare i terribili sospetti degli ambientalisti.

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