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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Ciociaria ad alto rischio sismico: sos di geologi e ingegneri

Il rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Giovanni Betta che ha portato i suoi saluti al convegno che si è svolto ieri al polo ingegneristico

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Ciociaria ad alto rischio sismico: sos di geologi e ingegneri

Frosinone e Provincia

La Ciociaria è un territorio ad alto rischio sismico. Questo è quanto emerso nel corso del convegno che si è svolto ieri mattina nel polo ingegneristico dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. “Rischio sismico nel Lazio meridionale: nuove conoscenze e azioni di mitigazione”: questo il titolo dell’evento organizzato dall’ordine dei geologi del Lazio guidato dal presidente Roberto Troncarelli, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Frosinone e con l’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

A coordinare la tavola rotonda è stato il professore dell’ateneo cassinate Michele Saroli che oltre ad essere stato impegnato nel reatino subito dopo il terremoto di Amatrice del 24 agosto scorso per i rilievi geologici degli effetti primari e secondari del terremoto, ha svolto e svolge attività di ricerca in campo geologico-applicativo e geomorfologico per lo studio dell’evoluzione del sistema crinale-versante-fondovalle occupandosi delle relazioni tra tettonica, tettonica attiva e gravità mediante approccio multidisciplinare, palosismologico, fotogeologico e mediante tecniche innovative satellitari. Dopo il suo intervento - e dopo il saluto del magnifico rettore Giovanni Betta che in veste di ingegnere si è molto complimentato per l’iniziativa promossa dai colleghi - sono saliti in cattedra il geologo Fabrizio Galadini, la professoressa Maura Imbimbo e il geologo Antonio Colombo.

Dagli interventi dei relatori è emerso con certezza - dopo attenti studi sul Lazio Meridionale - che la zona più a rischio di tutta la Ciociaria è quella del Sorano classificata a rischio sismico 1, ovvero si potrebbero verificare terremoti di forte intensità per tutta la faglia che collega fino ai comuni montani del Cassinate: proprio la piccola comunità di Vallerotonda, infatti, sembrerebbe quella più a rischio. «È bene ricordarlo: il frusinate - conferma Roberto Troncarelli - è un territorio decisamente ad alto rischio. Oltre a Vallerotonda sono ad alto rischio anche altri paesi come San Biagio Saracinisco, Acquafondata, Picinisco, Settefrati, San Donato Val di Comino e Viticuso, che presentano una grave pericolosità sismica».

Altro dato allarmante è quello evidenziato dal geologo Antonio Colombo della protezione civile del Lazio che ha invitato tutte le amministrazioni - in sala era presente il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro - a dotarsi di un serio piano per l’emergenza. Ad oggi, infatti, nessuno comune sembra avere un serio piano per fronteggiare una eventuale scossa di magnitudo. «In un paese come il nostro in cui la Pubblica amministrazione è ancora troppo impegnata ad affrontare le emergenze del momento con soluzioni tampone, piuttosto che a mettere nero su bianco misure atte alla prevenzione, con costi sociali abnormi, – sottolinea il presidente Troncarelli -, iniziative come queste, oltre a formare i nostri professionisti, rappresentano l’occasione propizia per sensibilizzare politica locale e popolazione alla mitigazione del pericolo sismico».l

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