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Offre un passaggio ad una minore e poi inizia a palparla, arrestato per violenza sessuale

Foto d'archivio

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Violenza sessuale sulla giovane figlia della compagna: amante nei guai. Il bacio galeotto

Piedimonte San Germano

Un bacio appassionato ma rubato, estorto alla figlia della sua ex convivente di Piedimonte San Germano. È questa la vicenda che ha portato in tribunale un sessantenne chiamato ora a rispondere di violenza sessuale: un’accusa gravissima, ancor più per il legame esistente tra l’uomo e la ragazza di circa 40 anni più piccola di lui. Ieri il giudice per le udienze preliminari di Cassino ha deciso: in aprile l’uomo finirà in aula per rispondere, in qualità di imputato, di violenza sessuale nei confronti
della giovane vittima che insieme alla madre si sono costituite parte civile attraverso l’avvocato Giuseppe De Giorgio del Foro
di Cassino.

La ricostruzione

Secondo quanto denunciato dalla giovanissima di Piedimonte, le attenzioni poco gradite sarebbero improvvisamente divenute qualcosa di più di un immaginabile affetto tra la poco più che ventenne e l’operaio specializzato. In una delle tante occasioni in cui la compagna del sessantenne aveva lasciato sua figlia in casa per lavoro, sicura delle amorevoli cure che l’uomo le avrebbe riservato, secondo quanto riferito dalla ragazza si sarebbe invece consumata la violenza. Era l’estate del 2014. Un’estate
che la ragazza non dimenticherà - comunque - per tutta la sua vita. Secondo le pesanti accuse l’uomo avrebbe tentato un approccio. Un atteggiamento che avrebbe imbarazzato e non poco la ventenne che avrebbe tentato di raggiungere la stanza da letto dove lui, sempre in base al suo racconto, le ha rubato un bacio.

Una situazione difficile, quella vissuta e raccontata dalla ragazza che, poco dopo, ha trovato il coraggio di riferire tutto a sua madre, per poi denunciare l’accaduto agli inquirenti. Indagini serrate, poi la richiesta di rinvio a giudizio per un’ipotesi di violenza sessuale nei confronti del sessantenne. Secondo la Cassazione, infatti, è «vietato qualsiasi comportamento, anche se non esplicitato, attraverso il contatto fisico diretto con il soggetto passivo, che sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà». E ancora: «Tra le violenze va ricompreso anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui
per dare un bacio, allorché l’atto, per la sua rapidità ed insidiosità, sia tale da sovrastare e superare la contraria volontà del
soggetto passivo».

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