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Madre e figlio aggrediti da un pitbull
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Madre e figlio aggrediti da un pitbull

Ceccano

Stava passeggiando con il suo bambino di un anno, quando è stata aggredita da un pitbull. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri in via San Francesco, poco prima dello stadio Popolla all’altezza dell’ex Ipsia.

F.B., residente proprio sulla stessa strada, in pieno centro cittadino, ieri pomeriggio aveva deciso di portare il piccolo a fare una passeggiata. Lo ha messo nel passeggino ed è uscita di casa, ignara di quello che di lì a poco le sarebbe accaduto. Poche sono le persone che a quell’ora percorrono l’arte - ria che collega Ceccano con la confinante Arnara. La donna e il piccolo si sono imbattuti in un cane di grossa taglia, un molossoide che, improvvisamente, ha aggredito il bambino.

Dalla prime testimonianze sembrerebbe che la donna abbia agito come ogni madre avrebbe fatto. Ha tentato di difendere il figlio. A quel punto il cane, distrattosi dalla “preda” nel passeggiano, l’ha aggredita. Impossibile immaginare il terrore di quegli attimi. Sul posto è accorsa un’ambulanza del 118 che ha portato i feriti all’ospedale Spaziani del capoluogo.

Da quello che è trapelato il bambino ha riportato, fortunatamente, solo dei graffi. La giovane madre, invece, sembrerebbe essere stata morsa in più punti del corpo tanto da dover essere suturata. Entrambi, probabilmente dovranno inoltre seguire la profilassi specifica, soprattutto per evitare conseguenze più gravi, come il tetano e la rabbia. Sul posto, oltre alle forze dell’ordine, è arrivato anche l’accalappiacani che, con difficoltà, vista l’agitazione del cane lo ha catturato e condotto nel canile di via Gaeta in località San Sosio.

L’animale, come confermato dal veterinario della Asl che lo ha visitato, è un giovane molossoide di razza pitbull a macchie bianche e nere. I molossoidi sono una famiglia di razze canine selezionate per servire l’uomo in tutti quei compiti che richiedono forza e resistenza. Sono per lo più grossi e potenti, robusti e con un carattere deciso. Il pitbull, anche se provvisto di collare, non è microchippato. Questo induce a pensare che l’animale abbia un proprietario. Anche perché l’esperienza insegna che difficilmente i cani di questa razza facciano vita randagia.

Le forze dell’ordine, infatti, si sono immediatamente attivate per rintracciare il padrone del pitbull che dovrà rimanere in osservazione per dieci giorni. Restano, al momento, sconosciute le ragioni che hanno provocato la reazione violenta dell’animale, ma la terribile aggressione alla giovane madre e al figlio riaccende il problema dei controlli. A chi spetta il compito di tutelare la sicurezza del cittadino? Certo è che non si può rischiare la vita per una passeggiata.

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