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Bufera elezioni, convocazioni in procura

Tribunale di Cassino

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Bufera elezioni, convocazioni in procura

Cassino

Mandati di comparizione da parte di procura e carabinieri a soggetti che possono aiutare a uscire dalla “bufera elettorale”. Almeno uno è arrivato con certezza nelle mani di Igor Fonte. Lo conferma lui stesso che ammette di aver ricevuto un mandato di comparizione e di essere assolutamente sereno. Dall’inizio della prossima settimana, infatti, gli inquirenti ascolteranno le “persone informate dei fatti”.

Testimoni utili agli investigatori per ricostruire il quadro che vede due persone indagate per violazione della legge elettorale. Accusa che la procura ha formulato dopo aver accertato la presenza di “schede contraffatte” nella sezione di Sant’Angelo, la numero 30 allestita a Cassino il 5 giugno scorso. Due persone indagate che avrebbero favorito un candidato consigliere, risultato, poi, non eletto.

Ma al vaglio degli inquirenti, ora, ci sono tutte le schede elettorale fatte già caricare su un furgoncino militare dai carabinieri che dovranno “studiarle” e verificare eventuali anomalie. Se in sostanza ci siano o meno altri voti “truccati”, se indirizzati alla stessa persona oppure a ulteriori candidati. Ma il caso potrebbe essere anche circoscritto alla sola alla frazione di Cassino e a quella decine di schede in mano agli investigatori.

Intanto, ieri mattina, Igor Fonte, ex assessore dell’amministrazione Petrarcone alla polizia municipale e membro della commissione consiliare elettorale che si è occupata di scrutatori, organizzazione di comizi e conferimento di piazze, ha ricevuto la busta direttamente dalle mani degli uomini dell’Arma. All’interno poche righe con l’invito «a presentarsi presso ufficio in piazza Labriola del sostituto procuratore Bulgarini il 5 ottobre per essere escussa quale persona informata dei fatti».

L’unico convocato, pare, della commissione consiliare elettorale composta dal presidente (il sindaco in carica allora o un delegato), tre membri e tre sostituti. Ma i carabinieri potrebbero aver notificato o voler notificare anche ad altri soggetti i mandati per gli “interrogatori a sommaria informazione”.

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