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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Guerra nel Partito democratico Gli strali di

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Guerra nel Partito democratico
Gli strali di "Possibile"

Frosinone

Redarguito dal collega di partito Marcello Colasanti per aver svelato in anticipo che il Pd avrebbe potuto decidere di non partecipare al Consiglio sul bilancio, per lanciare un forte messaggio politico al sindaco Nicola Ottaviani, Andrea Turriziani non ci pensa due volte a replicare. E lo fa a muso duro.

«Pretendo innanzitutto rispetto per le posizioni che assumo», esordisce.
E aggiunge: «Nessuna fuga in avanti da parte mia. Non credo proprio che si possa definire così. Col gruppo si è discusso di questa ipotesi, che condivido ampiamente, e ne ho parlato. Non vedo dove sia il problema. La verità è che, purtroppo, nel Partito democratico alcuni hanno dei preconcetti, che devono essere scardinati. C’è chi pensa ancora di essere iscritto al Pds e non ha invece capito che il Pd è un partito riformista che sta al centro e guarda a sinistra. E la sinistra è quella che stanno costruendo Civati e altri».
«La prima caratteristica che deve avere chi fa parte di un governo, a tutti i livelli - afferma ancora Turriziani - è il pragmatismo. Certe posizioni ideologiche, pertanto, devono necessariamente essere abbandonate perché compito di chi amministra è ragionare sui fatti, senza pregiudizi, per essere davvero utile ai cittadini».
L’esponente dem conferma quindi la sua idea sull’inutilità di discutere di un «bilancio che nei fatti è scritto secondo i dettami della Corte dei conti. Confrontarsi sui singoli capitoli non porterà a nulla perché sappiamo perfettamente che per come è ridotta la finanza locale, a causa dei pesanti e continui tagli effettuati ai danni degli enti locali, questo documento non consentirà mai una buona e sana amministrazione. La vera partita si giocherà invece sulle macro voci, ovvero sugli oneri concessori e sui residui attivi e passivi e quindi sulla capacità del Comune di incassare quanto gli è dovuto. Su questo Bilancio - insiste Turriziani - non si può fare politica, come pensa qualcuno».
E conclude: «Lunedì sera ci sarà una riunione del gruppo e allora si deciderà cosa fare, se andare o meno».
Reazioni di sconcerto davanti alla notizia di una possibile assenza dei dem in Consiglio e per la decisione di non presentare emendamenti al Bilancio arrivano da parte di Armando Mirabella, ex Pd e oggi esponente di Possibile, il movimento fondato da Pippo Civati: «Non posso credere che la più grande forza di opposizione in un capoluogo di provincia italiana del XXI secolo non presenti neanche un emendamento al bilancio. Ditemi che non è vero che il Pd a Frosinone non si presenterà in aula. Che non indicherà un modello alternativo di bilancio e di progetto annuale di città. È come se il 23 settembre si decidesse di non andare allo Juventus Stadium perché si sa che il Frosinone perderà. Sono sicuro che nelle prossime ore arriverà un comunicato che dirà che non abbiamo capito e che la più grande forza politica di europa fronteggerà le destre a Frosinone che, tra l’altro, son ben lontane dall’essere la Juve».

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