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Sabato 10 Dicembre 2016

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Impianti sportivi, si spende poco

Il palasport “Città di Frosinone” in viale Olimpia nei pressi dello stadio “Casaleno”

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Impianti sportivi, si spende poco

Frosinone

Il tema degli impianti sportivi, dopo la lunga polemica sull’Olimpiade a Roma, è all’ordine del giorno. Ma quanto spendono i Comuni della nostra provincia per l’edilizia sportiva? A rispondere è una ricerca di Open Polis, che ha analizzato i bilanci e i piani dei lavori pubblici delle diverse amministrazioni ed ha stilato una classifica dei Comuni più virtuosi in questo settore.

In Ciociaria al primo posto per spesa pro-capite rispetto alla popolazione si piazza Terelle con 176 euro, che nella classifica italiana è in un’onorevolissima 82esima posizione e terza nel Lazio. Sul podio dei comuni che spendono di più per lo sport ci sono Vallecorsa (129esima in Italia, con165 euro pro-capite) e Colle San Magno (225esimo nella classifica nazionale, con 109 euro pro-capite), rispettivamente quarta e settima nella regione.

In coda compaiono Villa Santo Stefano, Vicalvi, Settefrati, Santopadre, San Biagio Saracinisco, Ripi, Posta Fibreno, Piedimonte San Germano, Ferentino, Belmonte Castello, Acquafondata, Castelnuovo Parano, Fumone e Pofi, tutte con zero euro. L’elaborazione Openpolis, va sottolineato, si basa sui dati di bilancio del 2014.

Per quel che concerne i centri più grandi emerge che l’investimento in sport del comune di Sora è di 44 euro e vale il 23esimo posto nel Lazio. Subito dopo si piazza Frosinone con 39 euro pro-capite (771esima in Italia e 25esima nel Lazio), Veroli sborsa 32 euro, Alatri 17, Fiuggi 11, Ceccano 10, Ceprano 5, Isola del Liri 4, Anagni 2, Pontecorvo 2. Cassino investe solamente un euro per ogni residente. La città martire è 6.255 in Italia. Tra i capoluoghi Rieti spende 32 euro, Latina 13, Viterbo 1 e Roma 0. Prima del Lazio è Micigliano con 1.201 euro, davanti a Jenne (227).

Sono compresi, si legge sul blog di OpenPolis, tutti i costi che il comune sostiene per la manutenzione o l’eventuale costruzione degli impianti sportivi comunali (escluse le piscine). Inclusi, invece, sia i costi di funzionamento ordinario, come il personale o l’acquisto del materiale necessario per le diverse attività sportive, sia gli interventi di manutenzione straordinaria degli stessi impianti, come ristrutturazioni e ampliamenti.

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