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Il dramma del terremoto trenta giorni dopo: è il tempo del ricordo

Foto Claudio CLU

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Il dramma del terremoto trenta giorni dopo: è il tempo del ricordo

La tragedia

Un mese fa, il 24 agosto, l’Italia si risvegliava col cuore spezzato: un sisma di magnitudo 6 della Scala Richter, alle 3.36, aveva letteralmente devastato i paesi laziali di Amatrice e Accumoli, quelli marchigiani di Arquata e Pescara del Tronto, danneggiando anche altre località umbre e abruzzesi. Ora dopo ora arrivavano notizie di crolli, di gente dispersa e, soprattutto, di persone trovate morte sotto alle macerie. Un bilancio drammatico che, oltre ai paesi sopra elencati e alla provincia di Rieti, ha toccato profondamente il capoluogo pontino, quello ciociaro e l’hinterland della Capitale.

In terra pontina

La città di Latina è stata una delle prime ad avere contezza del dramma: poche ore dopo il sisma si seppe della presenza - ad Amatrice - dei coniugi Enzo Di Cesare ed Edda Norcini: la coppia venne trovata senza vita nel letto della loro casa di Amatrice. Erano abbracciati: un gesto di estrema protezione reciproca, quando hanno sentito il mondo crollare loro addosso. Sempre in provincia di Latina, l’altra città che ha pagato a caro prezzo le conseguenze del sisma è stata Sezze: da Amatrice, infatti, non sono più tornati Giacomo Dell’Otto, la moglie Aura Popa e la figlia 13enne Angela. I loro funerali, celebrati sui Lepini insieme a quello del fratello di Giacomo - il 50enne Paolo, di Pomezia, anche lui morto nel reatino a causa del terremoto - sono stati un momento di estrema commozione.

In Ciociaria

Anche Frosinone, purtroppo, ha pianto una vittima: si tratta del figlio del Questore della città, il 28enne Marco Santarelli. Giovanissimo chef, era in vacanza ad Amatrice e, purtroppo, per lui come per le tante altre persone sommerse dalle macerie, non c’è stato scampo. I suoi funerali sono stati i primi a essere celebrati nella città di Roma.

A sud della Capitale

La località maggiormente toccata dalla tragedia è stata senza dubbio quella di Pomezia. Arianna Masciarelli, Elisa Cafini, Gabriele Pratesi, Andrea Cossu, Wilma Piciacchia, Federico Ascani, Giuliana Cellini, Rita Colaceci, Irma Rendina, Egidio Valentini e Pasquetta Gianni. Dodici persone - incluso Paolo Dell’Otto - avevano lasciato la città alle porte di Roma per trascorrere qualche giorno di vacanza fra Pescara del Tronto e Amatrice: chi a casa dei nonni, chi insieme ad altri parenti. Nessuno di loro, però, ha fatto ritorno a casa in vita e, nei giorni successivi al sisma, il lutto è stato così profondo da trasformare la città in una vera e propria valle di lacrime. E poi c’è la storia di Giovanna Gagliardi: lei, l’unica sopravvissuta di un’intera famiglia spazzata via sotto alle macerie di Amatrice. Il terremoto, infatti, le ha strappato il marito Ezio Tulli - poliziotto della Stradale in servizio ad Aprilia - i figli Ludovica e Leonardo Tulli, i genitori Maria Teresa Palaferri e Rocco Gagliardi. Accanto a lei, nel giorno dei funerali, si è stretta l’intera comunità della polizia di Stato - con in testa il Capo del corpo, Franco Gabrielli - ma anche tutta la città di Nettuno. Sempre nella località balneare che confina con Latina, si è pianto per la morte di Fabio Graziani e Aurelia Daogaru, moglie e marito sepolti dalle macerie della loro casa, col solo figlio di nove anni sopravvissuto al dramma. Infine Anzio: anche sui lidi di Nerone è arrivato il dolore per la morte di Alba Pazienti Tontini, la 75enne che alloggiava nell’albergo Roma di Amatrice insieme a figlia e nipoti. Tutti salvi tranne lei, ritrovata dopo vari giorni di scavi.

Insomma, vite spezzate e tante famiglie distrutte da un dolore che, purtroppo, difficilmente riuscirà a scomparire.

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