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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Servizio idrico, è scontro durissimo tra Ottaviani e Pompeo
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Servizio idrico, è scontro durissimo tra Ottaviani e Pompeo

Frosinone

Clima da corrida nella riunione della Consulta d’Ambito sulla questione riguardante l’ipotesi di risoluzione della convenzione tra l’Ambito Territoriale Ottimale 5 e l’Acea. Durissimo botta e risposta tra il presidente della Provincia Antonio Pompeo e il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che ha polemizzato fortemente anche con la Segreteria Tecnico Operativa.

Scontro frontale

In apertura di lavori Nicola Ottaviani ha detto che tocca alla Sto indicare termini e tempi esatti della procedura. Con riferimento soprattutto alla data entro la quale il procedimento va concluso. Per il sindaco di Frosinone i trenta giorni previsti dalla legge 241/90 vanno intesi nel senso che entro il 13 ottobre la conferenza dei sindaci deve pronunciarsi. Il che vuol dire che dieci giorni prima (il 3 ottobre) la Sto dovrebbe mettere a disposizione degli amministratori la relazione sulle controdeduzioni di Acea. L’ingegner Serafino Colasanti (Sto) ha spiegato che l’esame delle controdeduzioni è iniziato,ma è complicato dire adesso quando terminerà. Trattandosi di un argomento complesso.

A quel punto il presidente Antonio Pompeo ha risposto ad Ottaviani che tutti intendono attenersi ai termini della procedura, ma che occorre maggior rispetto da parte dei sindaci nei confronti dei vertici dell’Ato. A quel punto il botta e risposta tra Pompeo e Ottaviani è stato al vetriolo e ha toccato soprattutto l’esito dell’ultima seduta dell’assemblea dei sindaci. Nella convenzione non è indicato un termine entro il quale la proposta di risoluzione della convenzione va portata all’attenzione della conferenza dei sindaci. Ma secondo Ottaviani i trenta giorni decorrono dalla comunicazione ufficiale delle controdeduzioni di Acea, avvenuta il 13 settembre.

Il sindaco di Frosinone ha sottolineato che la Sto deve relazionare nel dettaglio sui 23 punti oggetto della diffida ad adempiere inviata al gestore, sulla quale poi l’Acea ha controdedotto. La discussione è andata avanti per un po’, con toni accesi. Specialmente tra Pompeo e Ottaviani. Ma pure tra il sindaco e i tecnici della Sto non sono mancati momenti di forte contrapposizione. Infine, va detto che Nicola Ottaviani ha anche criticato la posizione dell’Acea nel punto in cui, nella parte finale delle controdeduzioni, il gestore annuncia di aver dato incarico ai propri legali di valutare la possibilità di esposti e di richieste di risarcimento dei danni. Al centro della discussione pure il ruolo della Sto È braccio di ferro.

La posizione ufficiale

In una nota sull’esito della riunione si legge: «All’ordine del giorno una prima analisi delle controdeduzioni del gestore idrico alle contestazioni che l’Ato 5, attraverso la Segreteria Tecnica, ha presentato per avviare le procedure di risoluzione contrattuale. La Consulta è stata aggiornata all’esito dei lavori della Segreteria Tecnica e comunque l’intera procedura dovrà essere conclusa entro i termini previsti dalla normativa vigente».

Dunque, il 13 ottobre il bivio decisivo della conferenza dei sindaci sull’ipotesi di risoluzione della convenzione. Un appuntamento che assume anche una indubbia valenza politica. D’altronde dopo la scorsa votazione si è determinata una evidente frattura tra Partito Democratico e Forza Italia. Le opzioni A questo punto sono soltanto due: o la risoluzione della convenzione oppure la decisione di mantenere il rapporto con Acea. Nel primo caso va detto che la società continuerebbe a gestire il servizio idrico in provincia di Frosinone nei successivi 18 mesi e che comunque potrebbe partecipare alla successiva gara. Nel frattempo però Acea potrebbe valutare l’opzione di ulteriori ricorsi al Tar (contro la diffida ad adempiere c’è già stato) e in questo caso si aprirebbe una nuova fase di contenzioso giudiziario.

Poi vanno considerate alcune cifre che potrebbero rappresentare il “costo della risoluzione”. In totale, più o meno, 170 milioni di euro: 53 milioni di conguaglio riconosciuti ad Acea dall’Autorità per l’Energia, 25 di quota residua del conguaglio di 75 milioni di euro riconosciuto al gestore da parte del Consiglio di Stato, 80 milioni di valore di beni realizzati e non ammortizzati, 12 milioni di voci varie. Intanto è attesa a breve anche la delibera dell’Autorità per l’energia sul piano tariffario 2016-2019. Nel frattempo è evidente che il centrosinistra e il centrodestra cercheranno di individuare delle strategie in vista dell’assemblea. Ma ognuno andrà avanti autonomamente. Al momento non si vedono gli spazi per un’intesa. Il conto alla rovescia per il voto finale in realtà è già iniziato.

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