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Giovedì 08 Dicembre 2016

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No alla città dei profughi: la loro presenza spacca gli albergatori
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No alla città dei profughi: la loro presenza spacca gli albergatori

Fiuggi

Rabbia, amarezza, sconforto, rassegnazione, incertezza per il futuro e rimpianti per lo splendore che fu. La presenza a Fiuggi di extracomunitari richiedenti asilo politico spacca in due gli albergatori. Tutti intendono precisare che nulla c’entra il razzismo o il semplice colore della pelle. Da un parte ci sono coloro che ospitano nelle loro strutture alberghiere i profughi, consapevoli che in alternativa c’è soltanto il fallimento delle loro aziende, dall’altra c’è chi dice che tale scelta farà sprofondare nel baratro la città.

«Da mesi tento di mettere in piedi un’unità di crisi che vada ad affrontare la questione – ha precisato Bruno Della Morte, presidente degli albergatori di Fiuggi - scontrandomi sempre con l’indifferenza dell’amministrazione comunale, quasi che la questione non li riguardasse. Siamo destinati ormai a diventare una città colonizzata al rovescio. Il turismo - ha aggiunto - è regolato da legge ferree e tutto questo non aiuta a superare una crisi già pesantissima. Chissà se il Ministero dell’Interno è consapevole. Visto come si sta affrontando la questione in Italia, nutro molti dubbi. Certo è che Fiuggi non potrà sopportare nuove quote di extracomunitari. Dovremmo parlare di progetti turistici in grado di accompagnarci alla prossima stagione termale, come ad esempio la necessità di ripetere l’evento legato al Mondo di Babbo Natale, migliorando quando fatto nella passata edizione e che comunque ha prodotto 35 mila presenze a Fiuggi. Invece il silenzio è assoluto».

A fargli eco Franco Tucciarelli ex vicepresidente regionale di Federalberghi: «Siamo ormai destinati a diventare un villaggio globale per extracomunitari, dove reputo assolutamente superfluo stare a spiegare che nessuno è così insensibile da non comprendere le ragioni di quanti fuggono dalle guerre e dalla fame. Questo però non giustifica il fatto che chi scappa dalle distruzioni debba andare a generarne di nuove. È una tragedia che si sta abbattendo sulla testa di quanti hanno speso una vita di sacrifici per tenere in piedi le aziende. Siamo alla fine di un sogno e nel pieno di un incubo».

Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Giorgilli, ex assessore del Comune di Fiuggi, che la materia legata al termalismo e al turismo più in generale conosce come pochi in Italia. Non fosse altro anche perché questo ha insegnato in istituti scolastici del settore. Sfido chiunque a dimostrare che tutto questo può conciliarsi con il turismo. Se da una parte è certamente doveroso accogliere i disperati, dall’altra è altrettanto vero che questo deve avvenire in luoghi dove non si distrugge il sistema economico. Quello che manca è un piano nazionale che monitori e disciplini i flussi. Fiuggi a tutto questo deve opporsi con fermezza. Ne va della nostra sopravvivenza da imprenditori». Secco il commento del fratello Mauro: «Ieri nel primo pomeriggio Piazza Spada era invasa da extracomunitari e zero turisti. Una fotografia che si commenta da sé».

La mappa della distribuzione dei profughi in provincia di Frosinone

N.B.: i dati, forniti dal Viminale, sono precedenti all'arrivo dei nuovi richiedenti asilo in Ciociaria.

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