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Albaneta, è scontro con la Polonia. Dura lettera dell'ambasciatore all'abate

Il cimitero polacco che si trova nei pressi dell’Albaneta

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Albaneta, è scontro con la Polonia. Dura lettera dell'ambasciatore all'abate

Cassino

Dopo l’incidente diplomatico dell’anno scorso, quando l’ambasciatore polacco scese direttamente in campo per dire no al villaggio di Natale dell’Albaneta, ora la storia si ripete.

In una missiva indirizzata all’abate di Montecassino Dom Donato Ogliari, l’ambasciatore Tomas Orlowski scrive: «Ho appreso con grande sconcerto la notizia che l'associazione “Albaneta Farm” ha preteso il pagamento del pedaggio per l'accesso alla Cavendish Road in occasione della quarta edizione della camminata storica organizzata dall'associazione “Cassino città per la Pace”. Un onere che, oltre a essere inaccettabile, ha costretto gli organizzatori a fermare i preparativi per la manifestazione. La richiesta avanzata dall'associazione “Albaneta Farm” – prosegue la nota –ci lascia davvero perplessi e ci conferma che i nostri timori nati l’anno scorso, quando nei pressi del cimitero polacco fu allestito il villaggio di Natale, erano fondati. Rimane difficile non nutrire dubbi circa le buone intenzioni dell’imprenditore al quale Sua Eccellenza mi aveva chiesto di dare fiducia. Dalle azioni di quest’ultimo – si legge sempre nella lettera pubblicata sulla pagina Facebook Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma e destinata al Monastero benedettino – non traspare certo la volontà di onorare la dignità dei luoghi dove in tanti hanno perso la vita lottando per la libertà di tutti noi, né quella di rispettare i vincoli apposti dalla Soprintendenza di Belle Arti all’intera area».

Quindi la stoccata finale, dove va in scena lo scontro tra Istituzioni: «Eccellenza – scrive l’Ambasciatore – siamo costretti a prendere atto che anche le Sue rassicurazioni in merito alla gestione dell'area concessa in locazione all’associazione “Albaneta Farm” sono venute meno. Mentre lo Stato Italiano per voce del Soprintendente riconosce a Montecassino “interessi culturali ad imperitura di quanti, combattendo valorosamente, si sacrificarono per un ideale comune di libertà, meritevoli della più rigorosa tutela e conservazione per un pubblico interesse, l’imprenditore con il benestare dell'Abbazia continua la sua attività imprenditoriale ignorando il significato che il luogo riveste non solo per la Polonia e che noi non possiamo non considerare abusiva. Memore del nostro incontro e fiducioso nella Sua buona fede, Le sarei oltremodo grato se volesse intervenire con dovuta fermezza e con tutta la Sua autorevolezza per impedire il ripetersi di simili episodi».

Immediatamente, sui social, si è scatenata la polemica: «Un imbarazzo che supera i confini nazionali», commenta qualche utente. Ma l’imprenditore Danile Miri non ci sta e ribadisce ancora una volta che non è stato mai chiesto alcun pedaggio. «Abbiamo comunicato all’organizzatore l’impossibilità di accogliere eventi con un numero notevole di persone, non avendo ancora messo in sicurezza le aree, difatti ad oggi non stiamo organizzando neppure direttamente alcun evento. Abbiamo comunque sia lasciato il passaggio a turisti e visitatori, proprio perchè il numero limitato di persone rappresenta un pericolo minore ed inoltre non è sempre a nostra conoscenza e numerose sono le guide stesse che possono testimoniarlo».

Quindi la precisazione circa la famosa quota da pagare: «Fra le nostre proposte vista l’insistenza dell’organizzatore ed anche la nostra volontà di aiutarlo nel problema, abbiamo richiesto di inserire nostro personale a vigilare sui punti critici, oltre la necessità di delimitare alcune aree più pericolose, ma la risposta al nostro tentativo di risolvere il loro problema, creatoci con 6 giorni di preavviso, è pervenuta in maniera difforme tramite il loro articolo. Forse dettato dalla politica? Forse chiedere la regolarizzazione dell’evento e dovuta documentazione era una richiesta insensata? Molti sono gli eventi che abbiamo accolto nei mesi scorsi, che hanno sempre avuto il buon senso di avvisarci per tempo e comunque sia con un numero di partecipanti che non arrivava mai a 20 persone, gratuitamente e senza problemi».

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