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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Assistenza specialistica bloccata: è polemica
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Assistenza specialistica bloccata: è polemica

Frosinone

«Ci sono 300 alunni delle scuole superiori nella nostra provincia con disabilità medio-grave senza assistenza specialistica». Questa è la denuncia lanciata dal consigliere del Ps dell’ente di piazza Gramsci Gianni Bernardini e dal presidente dell’associazione politico-culturale “Patto civico” Dario Ceci in merito a quanto disposto per l’anno scolastico 2016/2017. Oggetto centrale della questione è, inoltre, il fatto che a maggio erano state prese delle decisioni chiare e nette per evitare disparità di trattamento tra gli utenti del servizio delle diverse province.

Alla presenza del vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio e della dottoressa Elisabetta Longo, dirigente del settore scolastico dello stesso ente, era stato disposto che per questo anno scolastico ci sarebbe stata una regia unica curata direttamente dalla Pisana. Le linee guida, quindi, sarebbero dovute arrivare dalla Regione, prendendo a modello le pratiche della città metropolitana di Roma, che si sono dimostrate nel tempo le migliori da seguire.

«Ad oggi la situazione risulta completamente diversa da quanto ci si sarebbe aspettati - esordisce Ceci in una lettera di protesta - Per prima cosa ogni Provincia ha emanato le proprie linee guida, differenti l’una dalle altre; secondo elemento le uniche determine emanate dalla Regione Lazio, entrambe a firma della dottoressa Longo per la destinazione dei finanziamenti (pari a 11.724.768 euro) riguardano, purtroppo, solo le scuole della provincia di Roma - conclude - Questo significa che gli studenti romani avranno la possibilità di accedere al servizio dal primo giorno di scuola, agli alunni delle altre Province, invece, questo diritto non potrà essere garantito e ancora, più grave, non si è a conoscenza di quando potrà partire».

«In provincia di Frosinone molte scuole hanno avviato le attività didattiche da qualche giorno e, purtroppo, come ogni anno, non è partito, insieme agli altri, il servizio di assistenza specialistica rivolto agli alunni con disabilità - spiega il consigliere Bernardini - Nelle scuole della provincia di Roma, invece, il servizio è partito puntualmente. Il prezzo più caro ogni anno lo pagano i ragazzi e loro famiglie, invece di ricevere tranquillità e serenità, sono costretti a subire questi disservizi. Resta il rammarico che, ancora una volta, non è stato affrontato il problema nei modi e nei tempi giusti, ogni anno siamo alle solite, l’Amministrazione provinciale competente della delicata materia, è presa solamente, dalle diatribe interne di maggioranza e di giochi di potere e puntualmente dimentica le fasce più deboli - termina - La Provincia di Frosinone dimostra di fatto un peso politico nullo nei confronti della Regione Lazio».

Gli 11 milioni stanziati per Roma provengono direttamente dal Fondo sociale europeo, mentre per altre Province i finanziamenti potrebbero arrivare dal Ministero competente. Anche volendo la Provincia non potrebbe intervenire, essendo per questa una funzione delegata. Il nodo è che a maggio gli enti territoriali avrebbero dovuto dichiarare se accettare o meno la funzione. Per la città metropolitana di Roma è stata accettato il diniego, per la Provincia di Frosinone no. Avendo la gestione diretta, per la Regione ovviamente l’iter burocratico è stato più snello e la Pisana ha potuto individuare le richieste autonomamente.

Adesso a Frosinone per vedere attivi questi servizi attivi sarà necessario attendere i finanziamenti regionali, che però non sono ancora stati stanziati. La Provincia ha svolto tutti i doveri dal punto di vista delle azioni preliminari, quindi l’istruttoria e il censimento delle richieste sono in regola.

I servizi che rientrano nell’ambito dell’assistenza specialistica sono di supporto al singolo e necessitano di figure professionali qualificate per l’inserimento del ragazzo nel gruppo classe. Queste attività non fanno parte della didattica ordinaria. In sintesi è un diritto che va tutelato, ma non pregiudica la frequenza e la sicurezza scolastica.

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