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Martedì 06 Dicembre 2016

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Parlano i genitori della 13enne molestata: "Adesso vogliamo giustizia"
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Parlano i genitori della 13enne molestata: "Adesso vogliamo giustizia"

Anagni

«Siamo distrutti, arrabbiati. Quello che è accaduto a nostra figlia, alla nostra bambina, è terribile. Non dorme più, ha gli incubi, non vuole più uscire di casa. Il suo sorriso è spento. Vederla in questo modo ci distrugge, sapere che sta così male...». Si interrompe con un silenzio “di dolore” lo sfogo del papà della tredicenne molestata dal vicino di casa e amico di famiglia.

Un dolore grande di un genitore che mai avrebbe voluto che il sorriso della sua bambina si spegnesse, soprattutto per una terribile storia di cui sarebbe stata vittima: i baci con la lingua estorti con la forza da quello che lei chiamava “zio”. Indagato un pensionato di 63 anni, di Anagni, dopo la denuncia da parte della madre e il padre della minorenne. È stata inviata l’informativa alla Procura della Repubblica e sono stati ascoltati testimoni. Sono in corso indagini dei carabinieri. Indagini su cui vige il massimo riserbo. Per tutelare la privacy della ragazzina, come prevede anche la legge, non riportiamo il nome del genitore.

La storia è venuta alla luce il 21 luglio scorso, quando la tredicenne ha trovato il coraggio di confidarsi con la sorella maggiore. Proprio quest’ultima, notando strani cambiamenti d’umore della piccola, ha cercato di farla sfogare. Quella che è venuta fuori è stata una terribile vicenda di molestie. La ragazzina ha poi trovato la forza di raccontare tutto anche ai genitori. È, quindi, scattata la denuncia dei familiari.

Familiari che hanno poi fatto le valigie e hanno raggiunto alcuni parenti che vivono fuori Anagni. «Per lei sapere che “quell’uomo” è ancora vicino, la fa stare male, non la fa vivere serenamente - aggiunge la madre della vittima -. Speriamo che si faccia  giustizia quanto prima. Mai avremmo immaginato di dover portare nostra figlia da uno psicologo. Il dottore la sta aiutando molto».

«Stiamo pensando di trasferirci altrove se quell’uomo resterà ancora vicino a casa nostra - ribadisce il papà - Intanto questa mattina abbiamo conferito l’incarico all’avvocato Giampiero Vellucci per dare un’accelerazione alle nostre richieste e un’adeguata assistenza legale a nostra figlia».

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